IACHINI, RINGRAZIO COMMISSO PER LE PAROLE. DOPO LA LAZIO VOLEVA QUASI RICONFERMARMI

15.05.2021 08:54 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
IACHINI, RINGRAZIO COMMISSO PER LE PAROLE. DOPO LA LAZIO VOLEVA QUASI RICONFERMARMI
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Queste le parole del tecnico della Fiorentina, Beppe Iachini, alla vigilia della sfida contro il Napoli: "Per come sono io, le parole del presidente si ascoltano e non si commentano. Il fatto che abbia detto determinate cose non può che farmi piacere, viste le difficoltà che abbiamo incontrato. Sono parole che fanno capire quante difficoltà ci sono state. Sono stato chiamato per superare momenti difficili. L'anno scorso siamo arrivati al decimo posto, quest'anno abbiamo spezzettato il lavoro. Le parole del presidente dimostrano la sua sincerità. Lo ringrazio, vado avanti col mio lavoro, con la consapevolezza di aver dato una mano alla mia Fiorentina. Sono tornato, in un momento così delicato, perché non me la sono sentita di lasciare da soli i ragazzi. Ho cercato di dare il mio contributo, mi ha fatto felice".

Questa seconda salvezza è stata un'impresa? "È stata difficile perché non c'era una continuità di lavoro. Sono tornato dopo 5 mesi e mezzo, con un calendario tosto, e ritrovando una squadra impaurita. CI siamo messi sotto, abbiamo lavorato. Il condottiero non deve abbassare la testa e deve dare l'esempio, ho cercato di dare l'esempio a tutti. Abbiamo lavorato tanto, non nascondo che c'era un pizzico di preoccupazione". Come sta Kokorin? "Si sta allenano con noi, valuteremo quando ha superato questo infortunio, perché certi problemi li paghi anche a livello mentale. Vedremo nei prossimi giorni".

Riconferma? "Dopo la Lazio il presidente mi ha parlato, facendomi intuire che c'erano possibilità di riconferma, ma io ho detto che era giusto fare ognuno il proprio percorso. È giusto che la Fiorentina faccia il suo percorso, io resto legato a questa squadra. È bello lasciarsi così, da grandi amici. Con la gioia dentro di aver dato tutto, da calciatore e da allenatore".

Futuro? "Non so cosa mi aspetta. Ora sono concentrato sulle prossime due partite. Sono convinto di aver fatto un ottimo lavoro a Firenze. Con il mio staff valuteremo l'opzione migliore".

Gattuso? "Il Napoli è una squadra pericolosissima. Gattuso lo conosco bene e sta facendo un ottimo lavoro. Ha giocatori forti e sta vivendo un ottimo periodo di forma. Dobbiamo onorare la partita fino in fondo".

Poca fiducia? "Le prime partite Gasperini faceva malissimo, se non sbaglio zero punti. Molti allenatori ci mettono tante partite prima di ingranare. Se l'Atalanta avesse esonerato Gasp probabilmente adesso non sarebbe dove è. Nelle mie prime sette giornate potevamo fare qualcosa di più ma serviva più tempo prima di vedere buoni risultati"

Commisso voleva confermarmi? "Attraverso le sue battute avevo capito che c'era questa possibilità. Il presidente voleva mostrarmi la sua gratitudine. Però io adesso lascio Firenze salutando Commisso che è una persona che tiene molto alla Fiorentina. Me ne vado con grande gioia e soddisfazione".

Napoli? "Ogni partita ha una storia a sè. Il campo darà il suo verdetto. Il Napoli è una squadra forte e molto ben organizzata. Noi, dal canto nostro, cercheremo di fare il massimo delle nostre possibilità. Serivrà concentrazione e qualità per tutti e 95 i minuti".

Futuro? "Non spetta a me parlare del prossimo anno e della rosa che sarà. Sarà compito del futuro allenatore della Fiorentina".

Il 2-0 dell'anno scorso? "Non conta niente quella partita. Ogni partita ha una storia diversa". 

Callejon? "Io in queste ultime partite, se c'è la possibilità, vorrei lasciare spazio a chi ne ha avuto un po' meno in questa stagione".

Kouamè? ""Posso parlare del mio blocco di partite. Aveva iniziato bene, facendo buone partite. Col Torino in casa, e anche con l'Inter a San Siro. Poi al suo posto era entrato Vlahovic, aveva sbagliato il gol del 4-2 ed è stato massacrato. Per questo alla gara successiva ho schierato Dusan titolare. Poi il percorso della stagione è cambiato, ha perso quella carica che un attaccante deve avere. Il portiere e l'attaccante, per me sono ruoli diversi rispetto alla squadra e ci sono delle annate particolari. Magari certi anni un attaccante calcia in porta 100 volte e fa 5 gol e perde fiducia. O magari tira 25 volte e fa 20 gol, e questo aiuta la fiducia. Portiere e centravanti sono due ruoli specifici, sono sempre nell'occhio del ciclone".