"OCCHI PUNTATI SU..." Montolivo? E' una mezzala

02.05.2011 00:48 di Stefano Borgi  articolo letto 2543 volte
© foto di Giacomo Morini
 "OCCHI PUNTATI SU..." Montolivo? E' una mezzala

Lo diciamo subito: per noi Montolivo è una mezzala. Una splendida mezzala. E con questo dichiaro aperte le votazioni. Chi ha visto giocare "montolo" contro l'Udinese ha potuto ammirare un interno di centrocampo con licenza di svariare, dove lo porta la "gamba", dove lo trascina quell'istinto un pò anarchico tipico del centrocampista moderno. In una parola...un "todocampista". Partiamo da un assunto: Montolivo può giocare in tutti i ruoli del centrocampo. Nasce trequartista nell'Atalanta, si trasforma nell'embrione del "regista alla Pirlo" (ricordate il tormentone con Prandelli in panchina?) per poi diventare interno nel 4-3-3 prima al fianco di Liverani, poi di Felipe Melo. Le ultime due stagioni, invece, le trascorre in mezzo al campo nel 4-2-3-1 (una sorta di mediano) accanto a Cristiano Zanetti. Così disputa un buon mondiale in Sudafrica (ottimo, se paragonato agli ectoplasmi dei suoi compagni) nel quale, grazie all'infortunio di Pirlo, affianca De Rossi in quei rari sprazzi di gioco azzurri. Quindi l'ultima rivoluzione targata Sinisa Mihajlovic: Riccardo Montolivo abbassato nel ruolo di regista, sogno mai dichiarato del ragazzo, che si vede bene nella veste di perno centrale, all'occorrenza basso ma anche in mezzo alla linea dei tre. Sempre e comunque nel cuore dell'azione, fulcro della ripartenza.

Non è un mistero che già dai tempi di Cortina, Montolivo si fosse mostrato insoddisfatto (eufemismo) dell'acquisto di D'Agostino, ritenendolo un doppione, una presenza non compatibile bensì sovrapponibile alla sua. Giocoforza s'impone una scelta, sopratutto da quando a gennaio arriva Behrami: Montolivo e D'Agostino non possono giocare insieme (gioca Montolivo), Vargas funge da interno dalla parte opposta, e l'ex-udinese va in concorrenza con Donadel. Riccardo in quella posizione offre buone prove, a Cesena (per esempio) la partita cambia volto quando Mihajlovic, da interno lo riporta in mezzo dopo soli 20 minuti (Sinisa aveva schierato Donadel centrale besso per prendere Jimenez) Riccardo sembra maturato, detta bene i tempi e cuce il gioco, insomma...sembra calarsi bene nella parte. Ma non è abbastanza: la sua natura lo porta a proporsi, ad allargarsi, ad aiutare il compagno in difficoltà... Montolivo vuole liberare la "gamba", quella che in gergo si chiama la falcata, la "sgroppata", la facoltà di tagliare il campo, in verticale e orizzontale. E poi andare al tiro (sempre troppo poco in verità), fornire l'assist... Tutto questo da regista non è possibile, il cono d'azione è quello, la manovra deve ripartire centralmente, occorre giocare di prima e sveltire il gioco, vietato portare palla e provare la percussione centrale. Come fa Gerrard, come saprebbe fare Montolivo.

Piccola annotazione a margine: è un peccato essersene accorti solo oggi. O meglio... averci provato solo oggi. Vogliamo credere che D'Agostino non stesse bene, che la classifica precaria non permettesse un simile esperimento, o forse lo impediva la presenza di Mutu (lo ha detto Mihajlovic in sala stampa) che sbilanciava la squadra e rendeva necessario un centrocampo più denso. Peccato davvero. Difficile dire oggi quello che succederà domani: le voci danno Montolivo in partenza con D'Agostino in ripresa dopo la prova di oggi. Di certo, contro l'Udinese si è visto un centrocampo perfetto: un 4-3-3 in fase offensiva che si trasformava in un 4-4-2 in fase di non possesso, con Vargas che si allargava a formare la linea dei quattro e Cerci che si inseriva centralmente come seconda punta. Il risultato è stato un 5-2 roboante, ottenuto su una squadra in lotta per la zona Champions League. Per una volta la gente si è divertita, per una volta si è riscoperto il gusto di tifare Fiorentina. Non è mai troppo tardi, ci pensi Corvino.