"AMARCORD", Da Batigol al "Gila"...10 anni per un sogno chiamato Champions League

24.11.2009 13:15 di  Stefano Borgi   vedi letture
Fonte: www.stefanoborgi.it
"AMARCORD", Da Batigol al "Gila"...10 anni per un sogno chiamato Champions League
FirenzeViola.it
© foto di Morini Giacomo

Sono tre i segni particolari che infiammano la vigilia di Fiorentina-Lione, questa volta lo possiamo dire... la partita della vita per Prandelli ed i suoi ragazzi. La quasi coincidenza con una delle imprese epiche della Fiorentina in Champions League. Stiamo parlando del decennale di Fiorentina - Manchester United che si disputò il 23 novembre del 1999 e significò una delle serate più incredibili della recente storia viola, insieme alla quella di Wembley dello stesso anno ed a Fiorentina-Liverpool (il 29 settembre scorso). Fra le due partite c'è la differenza di un giorno e forse di qualche giocatore in campo. A fronte di fuoriclasse come Batistuta, Rui Costa e Toldo ci sono le assenze di Mutu, Jovetic e Gamberini con i soli Gilardino e Frey a rappresentare la premiata stirpe dei campionissimi viola. Restiamo, allora, su Alberto Gilardino che con una doppietta, sabato sera contro il Parma, ha provato a tener su una viola a dir poco convalescente e che rappresenta un vero e proprio spauracchio per i francesi di Claude Puel. La scorsa stagione furono tre le reti realizzate dal centravanti di Biella ai cugini d'Oltralpe, due splendidi colpi di testa all'andata ed uno, ahimè inutile, al ritorno. Quest'anno, invece, ci ha pensato il corpulento arbitro olandese Vink a risolvere il problema "Gerland" di Lione espellendo il Gila dopo soli 45 minuti per un fallo inesistente su Toulalan, spianando di fatto la strada al successo transalpino.

Da quì nasce il terzo motivo di speranza: la voglia di vendetta, beninteso sportiva, dei viola che con una vittoria conquisterebbero matematicamente l'accesso agli ottavi di Champions League ed andrebbero ad Anfield Road per una passerella assolutamente impronosticabile alla vigilia. Sembra una frase fatta ma l'Artemio Franchi sarà una bolgia con 40.000 cuori viola che batteranno all'unisono colmi di gioia ed emozione. Troppa la voglia di rivincita, troppa la voglia di riscrivere la storia, troppa la voglia di dimostrare che Firenze può comandare anche in Europa a dispetto di gerarchie imposte da regole non scritte e da tacite alleanze che niente hanno a che vedere con la meritocrazia ed il risultato del campo. Insomma, questa sera l'enfasi regna sovrana e noi ci accodiamo regalando ad undici ragazzi col giglio sul petto una colonna sonora degna di loro, della nostra storia, del nostro passato e del nostro futuro. E allora godiamoci questa Firenze colorata di viola che fa da cornice ad una serata nella quale sarà bello soffrire e gioire per la nostra grande Fiorentina