FOSCHI A FV, PRANDELLI SERIO E PASSIONALE MA IL CALCIO È CAMBIATO. A VERONA LASCIÒ...

24.03.2021 19:45 di Luciana Magistrato   Vedi letture
FOSCHI A FV, PRANDELLI SERIO E PASSIONALE MA IL CALCIO È CAMBIATO. A VERONA LASCIÒ...
FirenzeViola.it
© foto di Chiara Biondini

"Cesare non mollare, la serietà e la competenza nel calcio sono ancora possibili e per te dunque c'è ancora spazio". E' questo l'appello di Rino Foschi, ex ds di Cesare Prandelli ai tempi del Verona, al tecnico di Orzinuovi, tramite Firenzeviola.

Si aspettava questo gesto da Prandelli? "Lui quando non si è trovato bene ha preferito cambiare, perché è una persona seria e passionale e spesso nel calcio moderno non si ritrovano questi principi. Per stare nel calcio oggi bisogna avere una faccia per ogni situazione, nello spogliatoio se ne trovano tante e parlando in generale ormai ci sono tanti personaggi che vogliono comandare e gestire nel calcio, ci sono obiettivi che vanno oltre la passione. Cesare invece ha una faccia sola e non si fa scivolare le situazioni di dosso. Inoltre in una piazza che lui ama e sente come Firenze, che è casa sua e che non ha certo accettato per soldi, ha sentito ancora di più il peso di risultati che forse non sono stati quelli sperati. Anche se secondo me stava andando sulla strada giusta per la salvezza".

Anche a Verona se ne andò, come andò? "A fine stagione rinunciò ad un anno di contratto. Aveva fatto molto bene, anche se con Pastorello erano sempre alti e bassi, ma rinunciò e poi andò al Parma. Qualche stagione dopo me ne sono andato anche io rinunciando al contratto e ai soldi. Poi però anche per me arrivò la chiamata del Palermo. E in comune con Prandelli ho il fatto di non rimanere in un posto dove non mi ritrovo e non sento il respiro di chi mi paga".

La società ha fatto bene ad accettare le dimissioni? "Non so se i dirigenti abbiano provato a trattenerlo ma di sicuro se fossi stato al posto loro non le avrei accettate e avrei fatto di tutto per convincerlo e sostenerlo nelle difficoltà. Anche perché per me un allenatore è il 70% della macchina che gli vado a costruire seguendo le indicazioni, con una programmazione".

Il calcio è davvero cambiato, come dice Prandelli? "Ripeto che non è più un calcio passionale e serio, ma è un teatro di falsità".