UNA VITTORIA DIVERSA, FIGLIA DELLE SCELTE DI ITALIANO MA PURE DELLA QUALITÀ DI NICO E JACK. DURANTE LA SOSTA L’IMPERATIVO E’ RIGENERARE GLI ATTACCANTI, POI VERRÀ IL MERCATO E IN CASA VIOLA TORNA D’ATTUALITÀ IL PROFILO DI UN DIFENSORE

14.11.2023 11:00 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
UNA VITTORIA DIVERSA, FIGLIA DELLE SCELTE DI ITALIANO MA PURE DELLA QUALITÀ DI NICO E JACK. DURANTE LA SOSTA L’IMPERATIVO E’ RIGENERARE GLI ATTACCANTI, POI VERRÀ IL MERCATO E IN CASA VIOLA TORNA D’ATTUALITÀ IL PROFILO DI UN DIFENSORE

E menomale che la Fiorentina si ritrova quinta in campionato, con un più che confortante +7 sulla classifica della passata stagione, perché a giudicare dal clima respirato in avvicinamento al match con il Bologna, sorta di primo crocevia stagionale, un eventuale risultato negativo avrebbe avuto pesanti contraccolpi su un ambiente come da prassi abbastanza schizofrenico.

I viola si affacciano all’ultima sosta dell’anno ritrovando invece tre punti in campionato e una certa serenità che può allontanare qualche pressione di troppo. Già, perché i tre k.o. consecutivi collezionati tra Empoli, Lazio e Juventus avevano riaperto più di una perplessità su mire e ambizioni del terzo anno di Italiano, dopo che i suoi calciatori erano volati sulle stelle per il successo di Napoli e poi in fretta ricaduti sulla terra per via di problemi ad oggi irrisolti.

In effetti a rileggere gli ultimi 180 minuti in cui è tornata la vittoria, considerando anche l’uno a zero raccolto in terra serba contro il Cukaricki, sembra che il gruppo non sia del tutto guarito dai propri mali, su tutti la sterilità dei propri attaccanti (e di conseguenza anche una certa prevedibilità della quali si sono approfittate molte avversarie) ma il fatto che la Fiorentina abbia trovato un’altra strada per portar a casa il risultato sembra rappresentare la miglior indicazione cui aggrapparsi nel corso della sosta.

Anche perchè se da un lato i tre punti di domenica sono frutto di una guida dalla panchina più accorta (ennesimo punto a favore del tecnico) dall’altro il fatto che a decidere il match siano stati calciatori più dotati qualitativamente, Bonaventura e Nico Gonzalez che certamente avrebbero fatto comodo anche al Bologna, riporta l’attenzione anche sul valore dei singoli in campo. Aspetto quest’ultimo spesso dimenticato a favore della tattica o dell’impostazione voluta dagli allenatori, ma quasi sempre più determinante di qualsiasi altro fattore nel risultato di fine stagione (con buona pace di chi si affanna a puntar sempre il dito sulle scelte dell’allenatore).

Di certo ancora una volta, nei numeri della sfida al Bologna e in un possesso palla per la prima volta a totale appannaggio degli avversari, si ravvede la diversa lettura di Italiano e della sua squadra del momento attuale, un passaggio alternativo al “difendere bene, attaccare benissimo” che spinge la Fiorentina verso il pragmatismo vincente di domenica pomeriggio. Italiano insomma sembra aver saputo rispondere alla recente pioggia di critiche (alcune delle quali legittime) che aveva accompagnato i tre passi falsi in campionato, pescando dal cilindro un secondo tempo come quello di domenica in cui l’iniziativa è rimasta in mano alla squadra di Motta ma i tre punti finali hanno preso tutt’altra direzione.

Così in attesa di capire se la rinnovata vena difensiva sarà confermata, e con essa anche il passaggio a una linea arretrata a cinque in pieno recupero, è anche e soprattutto che in attacco che Italiano dovrà lavorare, nell’intento di recuperare Beltran e rigenerare Nzola. Che sia tattico o psicologico il problema degli attaccanti emerge di fronte all’unico gol segnato dalla coppia in campionato, e soprattutto sembra resistere nel tempo dopo che la società ha sperimentato più di un’alternativa all’ultimo cannoniere di un certo livello che non può che rispondere al nome di Dusan Vlahovic.

Se e come la Fiorentina deciderà di muoversi sul mercato offensivo è ancora storia tutta da scrivere, anche alla luce di come i due attaccanti si comporteranno da dopo la sosta in poi quando la Fiorentina non si fermerà più fino ad anno nuovo. Intanto però anche su altri reparti si stanno accendendo le attenzioni della società con nomi già sondati in passato ma destinati a tornare di moda. E’ il caso dell’esterno offensivo del Lanus Pedro de la Vega, classe 2001 e già nel giro dell’under 23 argentina, ma anche di un difensore come l’ex Spezia Jakub Kiwior tornato d’attualità in casa viola.

Il centrale volato in Inghilterra dallo Spezia, direzione Arsenal, si è assicurato tutt’altro stipendio rispetto al passato (aspetto da tenere di conto per ogni club interessato) ma le sole 8 presenze fin qui divise tra Premier League (4), Champions League (2) ed EFL Cup (2) raccontano di difficoltà che a gennaio potrebbero preludere a nuovi scenari, o persino ad eventuali ritorni. Occhio però, perché sul polacco classe 2000, e mancino di piede, avrebbe avviato qualche riflessione (da tempo) pure la Roma di Pinto e Mourinho, segno che il mercato invernale e tutte le sue prospettive sono già praticamente dietro l’angolo.