LA NORMALITÀ COME ANTIDOTO A UN MALE OSCURO

LA NORMALITÀ COME ANTIDOTO A UN MALE OSCURO
domenica 30 ottobre 2016, 00:00L'editoriale
di Tommaso Loreto

E' una Fiorentina assai quadrata quella vista a Bologna. Disegnata di nuovo su quel 4-2-3-1 intravisto a Liberec, sperimentato a Cagliari, e naufragato con il Crotone. Borja Valero torna a girare sui suoi ritmi, Badelj ritrova lucidità, Bernardeschi schizza come la pallina di un flipper, Ilicic ispira. E poi Kalinic segna, sfruttando anche due sole palle buone (e peccato che sulla prima, dopo la traversa di Ilicic, fosse in fuorigioco).

Insomma, la Fiorentina gioca come se non avesse fantasmi nella testa e scheletri nell'armadio. Tutto il contrario di quanto capitato per oltre un'ora al cospetto di un volenteroso quanto limitato Crotone. Dubbi e incertezze vengono spazzate via com'era capitato dopo la manita al Cagliari. Com'è possibile, allora, questa altalena di concentrazione? Questo sali scendi di intensità e tenuta mentale? Da dove nasce questo male oscuro che va e viene?

E' un ascensore che passa dal piano terra all'attico un giorno sì e uno no, l'umore viola. Un po' come capita al tecnico ormai da mesi e mesi. Talvolta concentrato solo e soltanto sul campo, altre volte più in vena di schermaglie dialettiche che chiamino in causa ora la proprietà, la società, ora le scelte sul mercato, i sogni, la realtà. Alla vigilia di Bologna, per inciso, proprio Sousa aveva di nuovo premuto il tasto "T" per una rapida discesa lungo i piani del realismo

In attesa di capire meglio cosa sia e dove andrà questa Fiorentina (Slovan e Sampdoria le due avversarie, al Franchi, prima della prossima sosta) vien quasi da pensare che una bouna dose di normalità non possa che fare del bene a questo gruppo e rappresentare l'antidoto a tutti i mali. Con il patron di nuovo vicino anche in trasferta, con la società che fa quadrato a cominciare dal direttore generale.

Ma anche con un tecnico sì realista, ma comunque ambizioso e meno criptico nelle scelte, rendendole più logiche, più semplici. Più normali, appunto. Tanto da mettere in campo una squadra più coraggiosa e convinta dei propri mezzi. In grado di pensare solo e soltanto ai prossimi 90 minuti. Semplicemente "normalità". Senza troppe divisioni, senza previsioni catastrofiche, senza antichi malumori da rispolverare a scadenze regolari. Hai visto mai ne guadagnasse tutto il mondo viola. Anche in termini di continuità di risultati. 

Tommaso Loreto - Direttore www.firenzeviola.it