FIORENTINA COSÌ NON VA: UN ALTRO TONFO. SQUADRA INCOMPLETA: GIOCA SOLO UN TEMPO. PER QUANTO FA VEDERE MERITA L’OTTAVO POSTO. IL RISCHIO E’ FINIRE NELLA FASCIA MEDIOCRITA’

FIORENTINA COSÌ NON VA: UN ALTRO TONFO. SQUADRA INCOMPLETA: GIOCA SOLO UN TEMPO. PER QUANTO FA VEDERE MERITA L’OTTAVO POSTO. IL RISCHIO E’ FINIRE NELLA FASCIA MEDIOCRITA’
lunedì 19 dicembre 2016, 00:00L'editoriale
di Mario Tenerani

Due sconfitte in pochi giorni spiegano molto sul momento della Fiorentina. La prima addirittura è maturata a Marassi contro una squadra che ieri sera ne ha prese 4 dal Palermo… Sembra incredibile, ma è così. Un tonfo all’Olimpico era da mettere in preventivo, ma il particolare che forse contraddistingue in negativo il cammino della Fiorentina, resta la predisposizione a regalare agli avversari porzioni più o meno ampie di gara. A Roma i viola hanno deciso di non giocare il primo tempo, lasciando alla Lazio campo, gioco, agonismo, duelli in mezzi al campo e anche due gol, per inciso. Senza dimenticare che la Lazio prima del vantaggio ha fabbricato altre due chances per segnare.  

In questa frazione la forza della Lazio rispetto alla Fiorentina è apparsa netta: i movimenti dei centrocampisti di Inzaghi, la sincronia dell’attacco e la solidità della difesa, sono stati la dimostrazione di un gruppo che va in campo con un gioco ben codificato. Tello, Ilicic, Bernardeschi e Kalinic tutti insieme forse sono un lusso per i viola: nel mezzo servono equilibri diversi. E probabilmente occorrerebbe un maggior furore agonistico. Come attenuante non generica, possiamo dire che Borja Valero è indispensabile nel cuore delle operazioni e un regista difensivo come Gonzalo quando manca la sua assenza fa rumore. Tello, adesso, è un problema: lo spagnolo, seppur protagonista nell’azione del gol di Zarate, ha fatto troppo poco e ha perso molti palloni. Il più velenoso è quello che ha consentito a Milinkovic Savic di entrare nell’area viola e di trovare il rigore su fallo di Tomovic.

Se Tello è questo, meglio Chiesa. La sua energia è bella e poi francamente è uno dei pochissimi viola a saper battere i calci d’angolo: in occasione del gol annullato a Sanchez, Chiesa aveva scaraventato una sassata ad effetto in area avversaria. Nella ripresa Sousa ha riaggiustato la squadra, inserendo Cristoforo un elemento che dovrebbe trovare più spazio e proprio lui dopo 90 secondi si è procurato un rigore che Ilicic ha fallito (dopo aver già sbagliato quello col Milan al Franchi). Sousa ha fatto bene a far entrare presto Zarate: l’ex laziale dona sempre qualche spunto positivo, a Roma anche un gol. L’errore della Lazio è stato fermarsi, mentre la Fiorentina per mezz’ora è sembrata trasformata, ma quando ti complichi la vita così tanto in principio sei costretto a rincorrere e se ti sbilanci poi ti infilzano. Così la Lazio ha fatto il tris con Radu, un contropiede bruciante forse cominciato con un fallo su Zarate.  

Non ci siamo. Questa Fiorentina è incompleta. Non ha continuità e quindi non acquista qualità. Per quanto ha fatto vedere fino ad oggi in campionato e anche al cospetto di una squadra migliore come la Lazio, merita l’ottavo posto. I viola purtroppo non lanciano segnali di ripresa in chiave sesto posto. Al momento immaginare la Fiorentina in zona Europa League, è davvero una impresa. Eppure Sousa deve scuotere questo gruppo, provando a inventarsi soluzioni che possano rilanciare in qualche modo la Fiorentina. Siamo solo alla sosta di Natale, manca solo una partita durissima da affrontare: al Franchi giovedì arriverà il Napoli. Il rischio è di trasformare questa stagione nella palude della mediocrità. In mezzo a chi lotta per l’Europa e a chi per non retrocedere. Firenze ama i colori forti, col grigio proprio non va d’accorso. Vale anche per la società che a gennaio dovrà fare uno sforzo trovando il coraggio di salutare quei giocatori non all’altezza di questo campionato e contestualmente prenderne altri, in grado di irrobustire il telaio. Sì, uno sforzo da parte di tutti.