DI FRANCESCO PIÙ LONTANO. DUBBI ANCHE SU PIOLI. REBUS ALLENATORE CON L’OSTACOLO CORVINO. E SOUSA CONTINUA A BUTTARE FANGO SULLA SOCIETÀ: È INACCETTABILE. EUROPA PIÙ VICINA BATTENDO L’EMPOLI
Non vedo l’ora che finisca questa stagione buttata via e credo che siano d’accordo con me quasi tutti i tifosi viola. Iniziato male, gestito come peggio non si potrebbe, questo campionato si sta concludendo in una farsa che non fa bene a nessuno, soprattutto alla Fiorentina. Davvero, come ha detto ieri il vicepresidente Salica, l’unica cosa buona successa negli ultimi mesi è il ritorno in società di Antognoni. L’unica. Per il resto buio fitto.
Il pareggio con la Sampdoria ha dato la sensazione di una Fiorentina migliore, in crescita, ma ha messo in moto anche la macchina dei rimpianti. Magari questa squadra avesse giocato sempre così, con lo stesso spirito, quei cinque-sei punti che mancano sarebbero arrivati. E allora, ancora una volta, non resta che chiamare in causa la scellerata decisione di Cognigni di confermare Paulo Sousa, avallata da Corvino che pur di tornare alla Fiorentina ha accettato di tutto e di più.
Con questo stesso organico e un altro allenatore le cose sarebbero andate di sicuro meglio, ci voleva poco a capirlo e a prevederlo.
Comunque, nonostante tutto, l’Europa (in teoria) è ancora possibile. Non resta che vivere alla giornata e, intanto, battere l’Empoli sabato prossimo sperando in un pareggio nel derby tra Milan e Inter. Ma con che spirito si affrontano le prossime sette gare se il primo a dire che "questa squadra non è la mia" e "nessuno mi ha chiesto l’Europa League" è proprio Paulo Sousa?
Da un pesce d’aprile all’altro, l’allenatore ha preso in ostaggio la società e la sta ridicolizzando in questa sua ossessiva ricerca di vendetta che mira a valorizzare il suo lavoro a scapito della società. Chi ascolta le parole dell’allenatore ormai si è fatto la convinzione che la Fiorentina sia un posto dove non è possibile fare bene calcio e chi (come lui) vorrebbe di più viene stoppato e penalizzato. Non è proprio così, almeno non tutto è così. Ma con queste parole Paulo Sousa fa arrivare colpi pesanti all’immagine della Fiorentina e in molti addetti ai lavori (allenatori in primis) pensano che Firenze sia un posto da evitare. Giampaolo, non a caso, ha detto no grazie.
Di fronte a tutto questo la società tace e incassa. Dove è finito lo spirito combattivo di Diego Della Valle che prese cappello per molto meno con Prandelli, ma anche in altre situazioni analoghe. Perché si tollera tutto senza intervenire? Chi deve proteggere gli investimenti (pochi) e tutto quello che di buono è stato fatto?
La Fiorentina e il lavoro della società, al di là di tutto, andrebbero difesi con bel altro vigore. Ho scritto più volte che Paulo Sousa andava cacciato, non l’hanno fatto e adesso l’allenatore si sente autorizzato a dire e a fare tutto quello che vuole. Brutta storia che rende l’idea di una debolezza strutturale della catena di comando viola sulla quale hanno inciso anche le dure parole di Pradè che ha definito Cognigni (senza mai nominarlo) l’Uomo Nero. In sostanza sarebbe colui che frena tutti i piani calcistici, le idee e le ambizioni comunicando ai Della Valle una realtà non reale. Non sappiamo come l’abbia presa il presidente viola che già si impermalisce quando i tifosi lo chiamano "GniGni", figuriamoci ora che per tutti è diventato l’Uomo Nero.
Ma tutto questo è il passato, almeno speriamo.
Il presente, comunque, non è meno preoccupante. Dire che non si trova un allenatore è eccessivo, ma constatare le difficoltà di Corvino significa fare cronaca. Del no di Giampaolo abbiamo detto da tempo. Negli ultimi giorni anche Di Francesco ha confidato in ambienti vicini al Sassuolo di avere molte perplessità sui piani della Fiorentina e sulle proposte di Corvino. Gli allenatori si parlano. Come se non bastassero di discorsi di Sousa, Di Francesco è pure amico di Montella. Oltre ai programmi non chiari della Fiorentina, un ostacolo è anche la presenza di una forte personalità come quella di Corvino, abituato a fare e disfare le formazioni. Un direttore così, vecchio stampo, non piace alla nuova generazione di allenatori.
Detto ancora una volta che Sarri e Spalletti non verranno mai (lo avranno capito tutti?), come abbiamo anticipato una settimana fa, in pole position ora c’è Pioli. Se l’Inter lo libera (come ormai sembra chiaro), potrebbe essere l’uomo giusto, ma anche no. Chi lo conosce lo descrive come uno tosto, i programmi vuole condividerli. Ricordiamo che Corvino ha avuto problemi a Bologna anche con Di Vaio e Donadoni, voleva carta bianca, non l’ha avuta e ha preferito tornare alla Fiorentina. Insomma, situazione complessa e delicata. L’allenatore andrebbe scelto prima possibile.
Il profilo ideale, un uomo di assoluta fede corviniana, a questo punto potrebbe essere Semplici, ma la corsa alla promozione della Spal blocca tutte le eventuali ipotesi di lavoro anche in questa direzione. Aspettiamo con fiducia (relativa) un colpo d’ingegno che faccia uscire la Fiorentina da un pericoloso impasse: la campagna acquisti va impostata adesso.
A parte il rinnovo proposto a Bernardeschi e non ancora preso in considerazione (non ci sono novità), restano da sciogliere i nodi sul futuro di Babacar e Tello (tanto per dirne due), ma anche quali giocatori mettere sul mercato per fare cassa e autofinanziare la rifondazione. Questa calma piatta speriamo porti bene, una volta la calma era la virtù dei forti. Forti, come i giocatori che aspettiamo. Avvertite Corvino.
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