CON PIATEK E TORREIRA UNA FIORENTINA PERFETTA PER IACHINI. MILENKOVIC RESTA ANCHE SE NON RINNOVA. CHIESA NON CHIEDERA’ DI ESSERE CEDUTO. ROCCO, LA COMUNICAZIONE NON FUNZIONA. STADIO, RISPUNTA LA CASERMA PEROTTI

06.08.2020 00:00 di  Enzo Bucchioni  Twitter:    vedi letture
CON PIATEK E TORREIRA UNA FIORENTINA PERFETTA PER IACHINI. MILENKOVIC RESTA ANCHE SE NON RINNOVA. CHIESA NON CHIEDERA’ DI ESSERE CEDUTO. ROCCO, LA COMUNICAZIONE NON FUNZIONA. STADIO, RISPUNTA LA CASERMA PEROTTI

Come avete sicuramente capito da quella anomala conferenza stampa, a reti unificate, dell’altro giorno, Rocco è battagliero. Sono giorni agitati, ma anche pieni di riflessioni.

C’è da pensare alle infrastrutture che non decollano, ma anche e soprattutto a fare la squadra perché Iachini è buono e caro, ha salvato la Fiorentina e Rocco gli vuole bene, ma nelle orecchie giuste ha detto chiaramente che vuole un bomber, una rosa più forte, non farà da parafulmine per nessuno, chiede di lavorare tranquillo, con i giocatori giusti e non si può non dargli ragione. E allora?

Il vertice di mercato previsto per ieri non c’è stato. Difficile pure che si faccia oggi. Pradè ha la lista dei giocatori che piacciono a lui, ma che piacciono anche a Iachini, aspetta solo di avere via libera dal presidente per iniziare le trattative. C’è da capire che budget di spesa ci sarà perché la situazione economica rischia di finire fuori controllo ad appena un anno dall’arrivo dello Zio d’America. Il disavanzo di bilancio è di 27 milioni, nel mercato di gennaio sono stati spesi più di settanta milioni e si fa presto a fare i conti. Nel frattempo le proiezioni sul fatturato (complice anche il Coronavirus) sono negative, è probabile che la Fiorentina scenda sotto i 90 milioni. Come ha detto Rocco proprio lunedì scorso, con questi chiari di luna è difficile reinvestire altri cinquanta milioni sul mercato. Quasi certamente sarà necessaria una cessione eccellente e Chiesa, naturalmente, è il maggiore indiziato, consentirebbe una plusvalenza importante. Vedremo, intanto  ci sono da gettare le basi per il mercato e le idee del comparto tecnico sono chiare. 

Iachini ha chiesto fondamentalmente due giocatori, un regista da mettere davanti alla difesa, un playmaker dai piedi buoni (a Empoli aveva Benaccer) e un goleador. Spera inoltre che la difesa non venga toccata, gli piace così come sta, con la riconferma di Milenkovic. Non chiede la luna, mister Iachini, in sostanza due giocatori e la difesa di oggi. Cosa ne pensa Rocco? 

In attesa di conoscere le idee e le linee programmatiche del presidente, il direttore sportivo ha una lista di giocatori adatti al gioco di Iachini e più in generale capaci di alzare il livello tecnico e di esperienza della squadra. Per l’attacco l’idea è quella di portare a Firenze il polacco Piatek reduce da esperienze deludenti al Milan e all’Hertha Berlino. Perchè Piatek? Perchè è un contropiedista e  andrebbe a ricomporre con Kouamè quella coppia che a Genova per cinque mesi aveva spopolato. I tedeschi sono disposti a trattare, il problema è l’ingaggio (quattro milioni), ma una soluzione si può trovare. Per il ruolo di regista piace Torreira, vecchia conoscenza italiana, che all’Arsenal gioca poco. Il giocatore ha già dato l’ok, anche qui il problema principale sembra l’ingaggio. E’ ovvio che Pradè non abbia nel mirino soltanto questi due nomi, ma aspetta di avere indicazioni da Rocco.

Il momento è difficile per tutti. Rocco si è reso conto quanto sia difficile realizzare tutti i sogni che aveva in testa, a cominciare dalla Champions, e sta facendo i conti con una dura realtà complicata dalla Pandemia. Il monte ingaggi è schizzato e il fatturato è in calo, stanno tornando i Corvino-boys da tutti i prestiti (una ventina) e non sarà facile piazzarli, per crescere servono giocatori importanti che costano e guadagnano molto, il fair play finanziario va rispettato. Con questa situazione una cessione eccellente potrebbe essere necessaria e chi se non Federico Chiesa? Del resto senza lo stadio e con il centro sportivo in discussione, non c’è altra strada per aumentare i ricavi. L’unica domanda vera da fare l’altro giorno sarebbe stata: se potesse tornare indietro, ricomprerebbe la Fiorentina? Sarebbe davvero interessante conoscere la risposta e il livello odierno delle sue ambizioni. Rocco non è tipo che molla, questa è una garanzia, ma non sarà così facile come pensavano troppi tifosi e come inducevano a pensare tutti gli eccessi americani dell’estate scorsa. Rocco i soldi li ha, ma ha portato a Firenze più di 250 milioni fra acquisto della società e mercato, e adesso i conti bussano alla porta.

Comunque a questa squadra manca poco per trovare un assetto che la collochi fra le aspiranti all’Europa League. Se davvero gli acquisti dovessero essere Piatek e Torreira, tenendo tutti i più forti di oggi, con l’arrivo di Amrabat, Iachini avrebbe in mano una squadra di lotta, ma anche di qualità.

Quando arriverà il via libera del presidente? Ogni giorno che passa è un giorno perso, filosofia spicciola, perché le squadre si stanno organizzando, perché gli obiettivi vanno messi subito nel mirino. E’ vero che il mercato aprirà soltanto col primo settembre, ma per la ripresa della preparazione sarebbe straordinario avere già la rosa fatta. Oltre ai due obiettivi, ci saranno poi operazioni di contorno. Si ragiona sul portiere. Se davvero dovesse arrivare una super offerta per Dragowski il polacco potrebbe partire, anche qui per fare plusvalenze. Terracciano s’è dimostrato ottimo, i ragazzi che stanno crescendo hanno tutti le stimmate del portiere vero e c’è sempre un’idea Cragno. Per il terzino sinistro si lavora a uno scambio definitivo Biraghi-Dalbert. C’è molta gente che storce il naso, ma Dalbert nel 3-5-2 è un giocatore che può dare di più. Scambiarlo alla pari con Biraghi potrebbe essere un’operazione intelligente visto che l’italiano è stato pagato due milioni mentre l’Inter per il francese ne ha sborsati trenta.

Ci sono poi da risolvere alcuni casi aperti per i rinnovi. Milenkovic, come vi scrivo da mesi, non vuole rinnovare per la nota vicenda Ramadani. La Fiorentina non si preoccupa, lo venderà soltanto a cifre dai 40 milioni in su, se il suo procuratore non porterà questi soldi, Milenkovic resterà comunque a Firenze. Nessuna svendita.

Anche per Chiesa, come detto, si aspetta la decisione di Rocco. Il giocatore ha un contratto, sta bene a Firenze e non chiederà di essere ceduto, la palla è in mano alla Fiorentina che deve decidere se venderlo o no. Il ragazzo non vuole andare all’estero, in Italia soltanto la Juventus potrebbe avere forte interesse, ma tutti aspettano le mosse della Fiorentina che deve uscire allo scoperto. Rocco si sbaglia se spera che Chiesa venga da lui a chiedere: “Presidente voglio andar via”. Non lo farà mai, dovrà essere la Fiorentina a decidere se è conveniente cederlo per le ragioni già dette o se vale la pena puntare ancora su di lui anche con il contratto in scadenza il primo febbraio 2022, data ravvicinatissima. Questione spinosa, andava affrontata plein, la politica del rinvio ha indebolito la Fiorentina e rafforzato Chiesa che aspetta sereno la volontà dei viola.

Come vi dicevo, non sono poche le cose da affrontare e risolvere. La lontananza di Rocco e la sua scarsa propensione a delegare complicano molto le cose.

E’ innegabile che in società siano giorni di tensione. C’è anche da trovare un nuovo team manager dopo il benservito a sorpresa dato a Marangon che funzionava alla grande. Chi al suo posto? Vallo a sapere.     

Se Rocco vuole davvero riorganizzare la Fiorentina, come detto più volte, dovrebbe però pensare al management nel suo complesso e soprattutto evitare l’errore già fatto con Montella allenatore scelto dalla precedente proprietà e da lui confermato con i risultati che abbiamo visto. Ci sono altre figure che non sembrano in sintonia con il nuovo corso americano e la comunicazione, in particolare, non sembra avere il passo giusto. Ma non da oggi. E’ un problema che dura e perdura fin dai tempi dei Della Valle e non aver cambiato niente significa portarsi dietro i problemi preesistenti. 

Ultimo esempio lampante la conferenza stampa tra Rocco e il capo della comunicazione, un evento che doveva essere positivo e invece ha tirato addosso al mondo Fiorentina critiche e ironie. Ci ha scherzato perfino Ruttosport, il sito satirico di calcio che va per la maggiore. 

Ma come si fa a definire conferenza stampa un colloquio senza contraddittorio, in famiglia,  con domande scontate? Imbarazzante. Meglio non parlare. Ruttosport, appunto, ha fatto un parallelo con Berlusconi intervistato da Emilio Fede. O giù di lì, con i dovuti distinguo, perché almeno Fede è un direttore e questo mestiere l’ha fatto per anni ad alto livello. 

Rocco sa benissimo l’importanza della comunicazione ed è lui stesso un grande comunicatore, ha aperto le porte della Fiorentina, ha trasmesso disponibilità e solarità, invece è uscito mediaticamente da questo colloquio come uno che ha paura del confronto, si nasconde, non vuole affrontare la stampa di persona, non gradisce domande scomode. E’ rancoroso con i media. Tutto il contrario del mondo di Rocco. Un boomerang, quindi. 

E non mi si parli delle restrizioni per il Coronavirus, con App come Zoom possono dialogare in video, tutte assieme, diverse decine di persone.

Come un boomerang è anche la continua sovraesposizione mediatica che dura da un anno. Rocco è stato fatto parlare e concesso a tutti i media, anche i più piccoli e piccolissimi. Non si tratta di essere disponibili e aperti, la comunicazione va maneggiata con cura, polverizzandola, facendola scendere di livello, si banalizza. I messaggi di Rocco sono diventati scontati e ripetitivi, non hanno più attirato l’attenzione. La comunicazione di un presidente dovrebbe essere invece selezionata e mirata per diventare efficace e colpire gli obiettivi. Un presidente parla quando ha cose importanti da dire, per lasciare il segno e dare la linea. E non mi si dica che gli americani fanno così, invece sono attentissimi al quando parlare e con chi parlare.

Quindi non si arrabbi Rocco se sente o legge cose che non gli piacciono, è evidente che sia colpa della sua comunicazione perché nessuno ce l’ha con Rocco e anche i giornalai, come li ha definiti il presidente della Fiorentina, cercano di fare il loro lavoro con onestà. A volte lo fanno peggio, altre meglio, come tutti. E anche qui ho visto la categoria poco presente, ma proprio il capo della comunicazione, da giornalista, avrebbe dovuto intervenire per edulcorare in qualche modo la caduta di stile di un presidente di livello come Rocco. Non può scivolare a livello di presidenti coloriti e colorati del calcio di qualche anno fa. Detto questo, ovvio, Rocco faccia come gli sembra più giusto, ma la vicenda Montella dovrebbe farlo riflettere. In certi ruoli servono uomini di fiducia ed esperienza, specialisti del settore di appartenenza. Tutto questo se, naturalmente, vuol far crescere la Fiorentina anche come società.

Crescere? Tutto passa, non lo voglio ripetere, dalle infrastrutture. A questo proposito si sta muovendo qualcosa, in gran segreto, attorno alla caserma Perotti. Uno studio di architetti starebbe prospettando la demolizione della caserma e sull’area costruire uno stadio sarebbe perfetto. Ci sarebbe già pronto un progetto che dovrebbe già essere stato discusso in via informale e probabilmente già fatto arrivare all’amministrazione e alla Fiorentina. Se non è stato fatto lo si farà a breve. Insomma, dopo Mercafir, Campi e Franchi potrebbe aprirsi a breve un nuovo fronte. L’importante è il famoso fast fast fast…