Come sarà la nuova Fiorentina di Paratici?

Come sarà la nuova Fiorentina di Paratici?FirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Tommaso Loreto

C’è una domanda che più di altre rimbalza in città da giorni, persino da settimane: come sarà la Fiorentina di Paratici? La curiosità, d’altronde, è legittima per una piazza che s’avvia a chiudere il settimo anno di gestione Commisso con una misera salvezza. E in fondo, sarebbe legittima anche di fronte a ben altri risultati, fosse solo per rivedere all’opera nel campionato italiano il dirigente in questione.

Prime mosse
Di certo in casa viola la domanda è legata soprattutto a come e quanto inciderà il ds nelle vicende sportive, certo, ma non solo. Perché la deriva di quest’ultima annata è stata quella di una serie di problematiche che hanno riguardato la gestione del club più o meno a 360 gradi. E allora non c’è da stupirsi se prima ancora di sciogliere i dubbi su chi sarà l’allenatore della prossima stagione (se Vanoli o Grosso o magari altri nomi ad oggi non scoperti) le prime mosse interne stiano già raccogliendo una certa curiosità. Cambiamenti nella comunicazione, l’arrivo di un nuovo responsabile del Viola Park, e poi ancora nello staff medico (complicazioni a parte) e chissà poi in quali altri comparti.

Le sirene romane
D’altronde, anche di fronte alle voci arrivate dalla Capitale nei giorni scorsi su un presunto interesse dei giallorossi nei confronti di Paratici, che in fretta si è sgonfiato, la domanda è tornata a infiammare le discussioni tra tifosi e nell'opinione pubblica, almeno nell’accezione di un margine di manovra che se non fosse completo potrebbe pure spingere il dirigente piacentino a regolarsi di conseguenza. Difficile pensare che a qualche mese dal suo arrivo, e con un accordo da oltre 4 anni, Paratici possa già valutare di andarsene, ma è chiaro che il suo ritorno in Italia anticipa la voglia di tornare a incidere come avvenuto a Torino, sponda Juventus, ed è sotto questo profilo che un po’ tutti non vedono l’ora di scoprire il suo metodo di lavoro.

Cambiamenti inevitabili
Resta semmai da capire che tipo di finale di campionato vivrà la Fiorentina, peraltro chiamata ad affrontare squadre con motivazioni precise legate alle qualificazioni in Europa. Non sarebbe male se il gruppo di Vanoli regalasse qualche soddisfazione al cospetto di Roma, Juventus e Atalanta, in una sorta di piccola consolazione a un’annata di delusioni. Eppure se è giusto dare tempo al nuovo protagonista di ambientarsi al meglio nella realtà viola, è altrettanto inevitabile accorgersi di come, ancora, manchi un indirizzo univoco per il futuro. Mentre la vicenda Kean ha ricordato disfunzioni tipiche del passato, il momento attuale ricorda un purgatorio nel quale un po’ tutti sembrano seguire la propria strada, non ultimo il Presidente Commisso che nel bel mezzo del dibattito sul tecnico non ha nascosto la sue celebrazioni verso un allenatore che poco sembra entrare nel casting portato avanti da Paratici. Al quale, nel ribadire l’augurio di buon lavoro, ci permettiamo di ricordare anche il bisogno di accollarsi anche l’immagine e - appunto - l’indirizzo del club. Perché almeno fino ad oggi la Fiorentina pare ancora fin troppo simile a quella che in questi anni ha regalato soddisfazioni con il contagocce.