FRANCIA DOLCE E AMARA

12.02.2011 00:45 di  Marco Gori   vedi letture
FRANCIA DOLCE E AMARA
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Toulalan, Sissoko, Pjanic..Finalmente si parla di un mercato veramente interessante, quello francese. La Ligue 1 è un campionato di livello non eccelso, ma che da sempre fornisce grandi talenti. Questo perché sia i giocatori del luogo che quelli provenienti da altre nazioni, in maggior parte ex-colonie, spesso si fermano poco in Francia, Paese che usano come trampolino di lancio verso tornei di maggior prestigio, soprattutto la Premier League e la Liga. E questo purtroppo alcuni club transalpini lo hanno capito da tempo. Diciamo “purtroppo” perché ciò ha fatto si che i club di Oltralpe siano divenuti delle “botteghe care”. Il Lione, ad esempio, la squadra dove giocano appunto Toulalan e Pjanic, ha per circa un decennio dominato la scena calcistica nazionale utilizzando una tattica semplice ma efficacissima: vendere i propri gioielli solo all’estero e ad altissimo prezzo –pensiamo ad esempio a Mahamadou Diarra e a Florent Malouda- per poi soffiare alle altre squadre francesi i giocatori più ambiti del panorama calcistico nazionale, come ad esempio Abdoul Kader Keita, Mathieu Bodmer e Hugo Lloris. Non è forse un caso che la fine del predominio assoluto dei Gones nel proprio campionato sia coincisa con la cessione di Hatem Ben Arfa al Marsiglia. Ma il fatto che il Lione sia in fase “calante” non significa che la Fiorentina, qualora dovesse andare a richiedere un giocatore, troverebbe un club meno intransigente di quello che incontrò quando bussò alla porta per Reveillere. I Francesi nel calcio sono infatti molto diversi da come lo sono nella vita di tutti i giorni, dove dietro ad una parvenza di intransigenza si nasconde una disponibilità a trattare di retaggio tutto maghrebino.

I club della Ligue 1 non differiscono molto da quelli della Bundesliga o della Eredivisie: fatto un prezzo non si scende, prendere o lasciare. Crediamo pertanto all’agente di Jeremy Toulalan quando dice che la Fiorentina un anno e mezzo fa ha cercato il proprio assistito in maniera concreta ma che “non c'erano le condizioni per un suo trasferimento". Se le cose quindi cambieranno non sarà certo perché è cambiato qualcosa nel Lione, o nel Tolosa nel caso di Moussa Sissoko, ma nella Fiorentina. Pantaleo Corvino, di cui tutto si può dire ma non certo che non ne capisca di calcio, si è calato qualche mese fa nella mentalità di un dirigente di un grosso club francese, andando a scovare un giovane talento delle serie inferiori come Saphir Taider, su cui, non a caso, si sono successivamente gettati Saint-Etienne e Sochaux. E solo la volontà del giocatore ha impedito che la trattativa andasse a buon fine. Lo stesso Corvino ha però una caratteristica che, se spesso rappresenta un pregio, in questo caso costituisce un limite: lui intransigente lo è sul serio. Per questo riteniamo che, mentre un Moussa Sissoko, che a Firenze ci verrebbe ben volentieri, resterà probabilmente un obiettivo difficilissimo da raggiungere a prescindere, se in maglia viola approderanno giocatori di buon livello ma non inarrivabili come possono essere Toulalan e Pjanic, vorrà dire che probabilmente il mercato della Fiorentina sarà stato affidato a qualcun altro. O che, al limite, al “mago di Vernole” sarà stato affiancato un dirigente altrettanto bravo ma con caratteristiche diverse.