Commisso, che occasione persa. I rimpianti della città e le colpe di chi non ha aiutato il presidente a capire Firenze. Ora attesa per Catherine. In campo la Fiorentina si rialza: Kean più forte, Piccoli più utile

Commisso, che occasione persa. I rimpianti della città e le colpe di chi non ha aiutato il presidente a capire Firenze. Ora attesa per Catherine. In campo la Fiorentina si rialza: Kean più forte, Piccoli più utile
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Abbiamo conosciuto due versioni di Commisso, una informale perfino amabile e l’altra pubblica spigolosa, dura, divisiva al limite della provocazione. Abbiamo conosciuto un Commisso innamorato della Fiorentina e un presidente arrabbiato con Firenze e i fiorentini, i politici, i giornalisti. Un interlocutore spesso difficile da capire, proprio per i modi così diversi dai nostri che purtroppo alcuni in società hanno declinato in un modo addirittura meno diplomatico. E questo secondo me è stato un grande problema. Forse il vero problema.

E’ stato lungo e doloroso anche il tramonto fisico di una persona così esuberante e una volta tanto proviamo a dare un piccolo merito all’odiata categoria di chi fa informazione, da mesi in possesso di notizie che non sono state mai rivelate, neanche per sbaglio da nessuno, proprio mai, nel rispetto della privacy ma anche per solidarietà umana, al punto che per tanti tifosi la notizia è arrivata come una sorpresa.

Commisso è stato l’uomo dei sogni e i rimpianti per quello che è rimasto in canna sono tanti. Abbiamo la netta impressione che queste due facce così diverse della stessa persona avrebbero espresso una sintesi diversa se qualcuno  all’interno del club avesse aiutato il presidente a capire meglio chi siamo. Firenze è magica, ma non per tutti e non sempre. E le parole sono potenti, vanno gestite. Le situazioni devono essere spiegate, ammorbidite quando possibile, ridimensionate.

In un club con pochi fiorentini (mai nessuno fra i dirigenti) è mancata spesso la mediazione per evitare momenti di conflitto che poi si sono incattiviti; è mancata forse anche la capacità di spiegare la portata di alcune battute che hanno creato distanza, perché qui a Firenze abbiamo l’ironia innescata e i social oggi sono un detonatore che innesca reazioni a catena.

Gli esempi, anche stupidi, sono tanti.  Ci viene in mente l’immagine di Commisso che faceva la spesa in un negozio di frutta e verdura, diventata virale e al centro di migliaia di commenti e anche di sfottò: sappiamo per certo che furono presi malissimo e nessuno ebbe la capacità di ricollocarli all’interno di un ambito depotenziato. E’ mancata la sintesi, a tutti i livelli, per rendere più bella una storia che era cominciata con grandi speranze e poi ha preso la direzione sbagliata. Vedremo ora se la moglie di Commisso, Catherine, intenderà rilanciare: l’attesa è tanta per capirne le intenzioni.

Un indizio arriva dalla mossa che diventerà ufficiale il 4 febbraio: dopo anni di scommesse calcistiche può cominciare una profonda trasformazione, l’arrivo di Paratici apre prospettive di crescita a patto che al nuovo Ds venga lasciata la possibilità di intervenire a tutto tondo, creandosi una struttura autonoma certo nei limiti delle possibilità, ma al passo con le idee moderne di chi oggi fa scouting, anticipa gli altri, programma.

E’ fondamentale che Paratici abbia un contatto diretto con la proprietà, la conosca, la capisca, si immerga dentro la volontà di rilancio, rompa gli schemi di un circolo che è stato saldo, ma considerati alcuni cortocircuiti anche vizioso.

La squadra intanto sta risalendo la classifica, 11 punti nelle ultime 6 partite l’hanno riportata in una zona meno drammatica. Ci sarà da sudare, ma le concorrenti hanno rose inferiori e problemi maggiori. Ci soffermiamo sul dualismo Kean-Piccoli, perché sembra abbastanza chiaro che insieme non potranno giocare nel 4-3-3, o nel 4-2-3-1. Magari in situazioni di emergenza e per una porzione di partita sì, la scelta combinata ci sembra difficile. Noi in questo momento la pensiamo così: al netto dei mai troppo chiariti problemi alla caviglia, Kean è più forte e Piccoli è più funzionale. La squadra con lui gioca meglio, si cerca e si trova. Anche contro il Bologna, soprattutto nel primo tempo, Piccoli è stato un punto di riferimento per scambiare la palla e far salire i compagni, ha giocato soprattutto per gli altri. Abbiamo visto tanti giocatori della Fiorentina nell’area avversaria, non era mai successo. Merito di una rinnovata condizione fisica, ma anche di un nuovo modo di stare in campo.

Vanoli ha superato il suo periodo difficile prendendosi rischi e facendo scelte coraggiose che non stiamo a ricordare, perché sono note (compresa quella di togliere la fascia a Ranieri). Ritrovata una nuova autostima, il dualismo fra Kean e Piccoli potrà essere una ricchezza per un allenatore che sta dimostrando il proprio valore. Vanoli si è preso le proprie responsabilità e la squadra, finalmente, lo segue.