ADRIANO, Al Parma non ci vado

28.08.2007 09:52 di  Redazione FV   vedi letture
Fonte: Il Tirreno

In casa Inter non si riesce proprio a sorridere: dopo il pareggio opaco contro l’Udinese nella prima di campionato spunta per l’ennesima volta il caso Adriano. Il brasiliano, non è un mistero, negli ultimi giorni è stato al centro di grandi trattative di mercato. Il suo nome era stato accostato a varie squadre, dal Valencia al Manchester City di Eriksson, dal Real Madrid al Parma, orfano del talento Rossi emigrato in Spagna. Il club di via Durini, tramite il presidente Massimo Moratti, aveva palesato l’intenzione di cedere il centravanti verdeoro in prestito, ma solo per farlo recuperare dai mille problemi che hanno costellato la sua carriera negli ultimi due anni.
Alla voce del presidente si è poi aggiunta quella di Roberto Mancini, che consigliava al ragazzo di trovarsi una squadra più adatta alla sua situazione: «Adriano è un campione - sottolineava Mancini - ma in questo momento sarebbe più utile per lui, ma anche per noi, se andasse a giocare in prestito in una squadra in cui non debba lottare per una maglia da titolare e dove possa esprimere le sue grandi qualità senza troppa pressione addosso». Sembrava tutto pronto e Di Carlo, allenatore del Parma, attendeva con le dita incrociate l’arrivo del suo nuovo grande campione.

Ma a raffreddare l’entusiasmo ci ha pensato il procuratore di Adriano Gilmar Rinaldi, che ieri ha lanciato un messaggio chiarissimo ai vertici dell’Inter: «Adriano ha un contratto che intende rispettare, ma se la società lo vuole cedere non possiamo fare nulla. Ma sia chiaro - ha ribadito - Adriano non ha intenzione di essere ceduto in prestito, se Moratti se ne vuole sbarazzare lo dovrà cedere solo e soltanto a titolo definitivo». Ora la palla passa all’Inter. L’offerta più alta arrivata fino a questo momento è quella del Manchester City, che per Adriano è disposta a sborsare 15 milioni di euro, dal canto suo Moratti fa i suoi conti e, considerata la cifra spesa per riscattarlo dal Parma nel gennaio 2004, non considera l’offerta sufficiente per chiudere la trattativa.