La porta è di là: i dati sulla finalizzazione di Kean e Piccoli affossano la Fiorentina. Ma c'è un lato positivo
Chiamasi rete-repellenza (no, non è vero, nessuno la chiama così), quella particolare condizione clinica in cui tutti quasi tutti gli attaccanti incappano una volta nella vita. Quel periodo del 'manco con le mani', quando la porta diventa piccola, il portiere un troll delle fiabe e l'ansia un diavoletto che ti picchia sulla spalla ogni volta in cui arrivi al momento di concludere. Succede, dicevamo, è normale. Il problema diventa quando due attaccanti nello stesso momento incappano in questo sortilegio; è successo alla Fiorentina, nello specifico a Roberto Piccoli e a Moise Kean. Il primo è stato pagato 27 milioni, il secondo potrebbe essere pagato 62 milioni a luglio (questa la clausola).
Dati horror
Che i due stiano underperformando è sotto gli occhi di tutti, ma capire in che quantità sta accadendo fa comprendere meglio la straordinarietà (in senso non positivo) di questa stagione. Per misurare l'immisurabile, ovvero la poca freddezza sotto porta, ci viene in aiuto Kickest, noto portale specializzato in statistiche avanzate. Partendo dal caso generale, il percorso in campionato della Fiorentina è da bollino rosso e lo sappiamo, colpa, soprattutto, della percentuale di finalizzazione sotto porta. Come riporta Kickest, i numeri lo raccontano senza giri di parole la Fiorentina è quinta in Serie A per xG creati (36,9), davanti persino al Napoli che l’ha battuta 2-1 sabato al Maradona. Eppure i gol segnati sono solo 25: undicesimo attacco del campionato, alle spalle anche di Cagliari, Genoa e Sassuolo. La deduzione adesso viene facile.
Kean e Piccoli sotto accusa
La differenza tra quanto prodotto e quanto raccolto è abissale ed è da ascrivere principalmente ai due numeri nove, Kean e Piccoli: 7 reti complessive in campionato in 2.579 minuti giocati, cinque il primo e due il secondo. A Kmb va il premio 'mira sbilenca' della Serie A, con addirittura 15 grandi occasioni fallite - al pari di Lautaro, che sbaglia tanto ma fattura anche parecchio, visto che è il capocannoniere con 13 centri; Piccoli è quarto, alle spalle del duo di testa e di Orban (11), con 9 big chance cestinate.
Un lumicino di speranza
L'inconveniente sta tutto lì: di solito due calciatori di valore (come sono sia il numero venti che l'ex Cagliari, nonostante - adesso lo possiamo dirlo - vengano da un'annata, la scorsa, in cui hanno overperformato) riescono a compensare i vuoti dell'altro, stavolta si sono allineati nel rendimento. I numeri, che contano fino a un certo punto, come dimostra questa differenza tra le aspettative e la realtà, ci vengono anche incontro nel cercare di guardare positivamente quello che verrà. Chiamatela legge dei grandi numeri o curva gaussiana, per dei calciatori professionisti è quasi sempre questione di tempo, di prove ripetute. Insomma, alla lunga, in un campionato di 38 gare, i valori dovrebbero venir fuori. Se la Fiorentina continuerà a produrre così tanto davanti è probabile che i dati si 'normalizzeranno'. Altrimenti, quello della Fiorentina edizione 2025/26 potrebbe diventare un caso studio per matematici e statistici di tutto il mondo.
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