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"In campo per Rocco": la decisione di giocare contro il Bologna nasce dalla famiglia ma anche dai giocatori

"In campo per Rocco": la decisione di giocare contro il Bologna nasce dalla famiglia ma anche dai giocatoriFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
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di Alessandro Di Nardo

Due lutti vicini nel tempo (meno di due anni di distanza) accaduti allo stesso gruppo di lavoro. Prima il Dg, poi il presidente, anche se in mezzo i 'dipendenti' son cambiati. Quanto accaduto alla Fiorentina, ancora la Viola, al centro di tutto, è l'ennesimo trauma vissuto dall'universo gigliato. Simile, ma diverso. Joe Barone, scomparso nel marzo 2024 mentre era in ritiro con la squadra, a poche ora da Atalanta-Fiorentina.

Rocco Commisso, che se n'è andato invece alle ore 3.35 italiane, ma dall'altra parte dell'Oceano, quando in New Jersey erano da poco passate le 21 di venerdì. Lungi da chiunque di noi compiere quella che si chiama pornografia del dolore, che sui social imperversa, sminuzzare frame, commenti, sospiri, di chi è stato colpito da questo lutto. Però stavolta ci sono delle differenze, che portano a una decisione differente. Allora, nel marzo di due anni fa, la Fiorentina scelse di non giocare (appoggiata anche dall'Atalanta), stavolta il desiderio di scendere in campo viene proprio dai viola. La Lega Serie A, già alle prese con un calendario compresso, ha accettato di buon grado, ma la spinta è venuta proprio dal Viola Park.

Lo ha spiegato, in un comunicato, la stessa Fiorentina: «La Fiorentina ha deciso per volontà della famiglia Commisso e per onorare il ricordo del suo Presidente di scendere in campo in tutti gli impegni sportivi previsti. Per tutti quelli che lo hanno conosciuto, il calcio è sempre stata la sua passione più grande e per rispetto di questo grande amore le squadre della Fiorentina onoreranno il suo ricordo giocando per lui su tutti i campi». Questo quanto pubblicato dai canali ufficiali del club. Squadra e dirigenza si sono confrontati e hanno pensato che la decisione migliore fosse proprio questa, compiere il volere del presidente scomparso. Parliamo di dolore e di come un gruppo che vive spesso a stretto contatto può reagire, non c'è una reazione sbagliata e una giusta, ci sono semplicemente momenti e situazioni.

E la differenza - che ha probabilmente causato anche le due decisioni diverse nel giro di due anni - sta tutta lì: in un caso, anche per il fattore improvviso di una morte che fu repentina, in albergo con la squadra, ci fu uno vero e proprio shock traumatico vissuto da un gruppo squadra che vedeva in Joe Barone una presenza fissa; stavolta la sorpresa tremenda è arrivata di notte, la notizia da chilometri di distanza, tanti del gruppo di Paolo Vanoli (Vanoli stesso) Commisso non lo avevano mai conosciuto di persona. La decisione è passata quindi ai veterani, De Gea, Luca Ranieri, Dodo e Gosens su tutti, che hanno preso il polso allo spogliatoio, si sono comportati come se fosse una giornata di vigilia come le altre, anche se con sguardi bassi e testa che viaggiava ad altro, anche durante l'allenamento di oggi, anche e soprattutto durante il minuto di silenzio prima della seduta; e poi hanno deciso che sì, domani vale la pena scendere in campo. Con una motivazione in più.