Dal megafono alla sfida con Kean, Dzeko e la voglia di rivincita sull'Italia
Nella finale playoff per accedere ai Mondiali, martedì prossimo, l'Italia affronterà la Bosnia di Edin Dzeko. Tralasciando l'harakiri dei festeggiamenti azzurri alla vittoria della Nazionale bosniaca su quella del Galles che si sta trasformando in un boomerang, visto che gli avversari si stanno caricando ancora di più su quelle immagini definite di "arroganza", per capitan Edin Dzeko, già ieri sera decisivo, sarà una sfida dal sapore di rivincita sul calcio italiano.
Dal megafono all'addio alla Fiorentina
L'ultima immagine di Edin Dzeko nel calcio viola è a Bergamo, dopo la sconfitta con l'Atalanta che segnerà l'inizio di un declino della Fiorentina, con il megafono in mano mentre si spiega con i tifosi. Dzeko dall'alto della sua esperienza e da leader quale era abituato ad essere nelle sue squadre nella gara precedente si era lamentato per i fischi e le critiche durante i 90 minuti, parole che non erano state prese bene e dunque ci fu questo confronto le cui immagini fecero il giro delle tv e dei social. Segnale di una squadra in balia del vuoto che si stava creando all'interno della società e vittima di risultati negativi. Immagini che hanno di fatto messo fine all'esperienza di Dzeko nella Fiorentina, con il giocatore passato infatti allo Schalke 04.
La sfida con Kean
Pradè, da sempre suo estimatore, lo aveva voluto per portare esperienza, a parametro zero ma con un discreto ingaggio, per poi prendere (a peso d'oro) anche Piccoli. Senza considerare che nella Fiorentina l'unico attaccante titolare certo poteva essere solo Kean, in virtù dei 25 gol della scorsa stagione e del fatto che con il rinnovo in estate era stato lasciato proprio lui al centro del progetto viola. Insomma tre ipotetici galli nel pollaio erano di sicuro troppi e poco funzionali con Dzeko che, ad onor del vero, quando è stato utilizzato ha dimostrato di non essere in forma (al di là dell'età) per competere con il centravanti ex Juventus come titolare; né con Gudmundsson come seconda punta del 3-5-2. Il bosniaco insomma presto è scivolato indietro nelle gerarchie, rispetto anche ad altri compagni. Per lui, che nello Schalke04 ha ritrovato una seconda giovinezza pur nella seconda serie tedesca, martedì sarà l'occasione per misurarsi di nuovo con Kean e cercare di prendersi la rivincita trascinando la Bosnia alla vittoria sull'Italia. Gattuso e Kean stesso tengano conto anche di questo.
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