Casamonti rivela: "Commisso comprò i terreni senza visitarli. Trasmetteva fiducia"

Casamonti rivela: "Commisso comprò i terreni senza visitarli. Trasmetteva fiducia"
Oggi alle 20:40Radio FirenzeViola
di Redazione FV

Marco Casamonti, architetto del Viola Park, è intervenuto a Radio FirenzeViola per parlare di Rocco Commisso e degli aneddoti relativi alla progettazione e realizzazione del Viola Park: "Voglio ricordare una persona con cui ho lavorato intensamente per lunghi anni e che per me era una persona speciale. Chi l'ha conosciuto da vicino può testimoniare che era una persona semplice, con un'energia e una passione incredibile e che voleva tanto bene alla Fiorentina e a Firenze. Tutto ciò che faceva lo faceva con passione rispettando le persone che lavoravano con lui e dandogli la giusta carica per fare le cose bene. Questo volevo testimoniare. Credo che in una giornata come questa serva anche ricordare, aldilà della figura del presidente, la persona di Rocco Commisso, ovvero una persona che quando si sedeva a tavola cercava di essere carina, gentile e se c'era una fisarmonica o un pianoforte suonava e cantava l'inno della Fiorentina. Era divertente e scherzoso".

Lei ha avuto l'onore di essere una delle prime figure con cui Commisso ha parlato per la realizzazione di una infrastruttura importantissima per lui
"Vi devo dire che Rocco avrebbe voluto fare sia lo stadio che il centro sportivo. Era una sua ferma intenzione farle entrambe, per Firenze, per la Fiorentina e per rafforzare la squadra, patrimoniarizzarla e renderla forte sul piano economico. Appena ha acquistato la Fiorentina, Commisso ha cercato uno studio della città che potesse realizzare queste due opere. Ci siamo conosciuti, abbiamo realizzato sia il progetto del restauro del Franchi, che non è andato, sia del centro sportivo. La parte più bella è stata la scelta dei terreni. C'era l'opzione Campi Bisenzio, che venne opzionata dalla famiglia Della Valle quando erano proprietari. Poi si è presentata l'opportunità di bagno a Ripoli e Commisso ha voluto scegliere i terreni più belli e prestigiosi e che potessero accogliere meglio tutta la famiglia viola perchè da subito aveva in mente di mettere insieme e raccgliere in solo luogo tutte le squadre viola, dagli uomini alle donne, dai ragazzi e alla ragazze e farli giocare assieme, come in un unico campus universitario. La visione era chiara, bella e ci ha trasmesso energia e passione. Lui era un'uomo che dava grande fiducia ai suoi colalboratori. Non aveva visto neanche l'area, perchè non si poteva visitare, e lui la comprò sulla fiducia, credendo fermamente che quella sarebbe stata la casa in cui riunire tutti i tifosi viola e tutti i giocatori della Fiorentina, dagli under alla primavera fino alla prima squadra, sia in campo maschile che femminile. Una visione bellisisma che ha trasmesso con passione anche a chi la doveva costruire".