Kean-Dzeko, una coppia che non ha funzionato. Domani Italia e Bosnia sono sulle loro spalle
Nell'analizzare Bosnia-Italia, gara in programma domani a Zenica, chi vince stacca il pass per i Mondiali di giugno, il Corriere dello Sport parte da Moise Kean. Il titolo è "Il gol è roba sua", il soggetto è appunto il numero venti della Fiorentina, a segno anche contro l'Irlanda del Nord. C'è una certezza, in mezzo a tante scelte certe. Si chiama Moise Kean ed è il nostro lasciapassare per i Mondiali. Lo dicono i numeri, che richiamano campioni che al gol hanno sempre guardato negli occhi e che con le grandi sfide internazionali hanno un certo feeling, coppa del Mondo compresa. Lo dice la voglia di questo ragazzo che non si è arreso davanti al problema alla tibia, ha rassicurato Gattuso e lo ha ripagato con la rete di Bergamo. Lo dice quello spirito di rivalsa che l’attaccante della Viola può avere nei confronti di chi, fino a tre mesi fa, divideva con lui lo spogliatoio, ma con il quale - sul campo di gioco - non era mai scoccata una scintilla vera: Edin Dzeko.
Moise Kean è pronto a prendersi ancora l’Italia sulle spalle. Lui partirà dall'inizio, sottolinea il Corriere, mentre ancora Rino Gattuso deve scegliere il suo partner d'attacco (o Pio Esposito o Mateo Retegui). Cinque partite a segno di fila (7 reti), l’attaccante viola ha aperto la caccia a Baloncieri, Riva e Bettega che, in periodi diversi, segnarono per sei gare di fila in azzurro: se Moise segnerà domani a Zenica li raggiungerà. Ma potrebbe non aver voglia di fermarsi. E sul viola, è il colore che lo ha legato a Edin Dzeko, l’attaccante che domani sera ci troveremo davanti e che con i suoi nove anni in Italia (6 alla Roma e 2 all’Inter prima di Firenze) certo, ci conosce molto bene. Nei piani di Commisso, i due avrebbero dovuto completarsi a vicenda (un po’ come penserebbe di fare il nostro ct affiancandogli Pio Esposito). La coppia non ha mai funzionato, solo 314 minuti in 11 presenze, nonostante i buoni propositi («Ci completiamo come un coppia perfetta» disse l’attaccante bosniaco al suo arrivo a Firenze).
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