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Gosens: "Spero di restare: mi sento ancora di dare molto. Firenze seconda casa"

Gosens: "Spero di restare: mi sento ancora di dare molto. Firenze seconda casa"FirenzeViola.it
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Ieri alle 23:47Primo Piano
di Andrea Giannattasio
fonte dalla sala stampa dell'Artemio Franchi

Presente presso la sala stampa del Franchi al termine del pareggio odierno contro l’Atalanta, ha parlato così il difensore della Fiorentina Robin Gosens

Che cosa le passa per la testa al termine di questo campionato? È stato l’anno più complicato della sua carriera?
“A livello personale ho avuto un anno complicato… l’infortunio mi ha tenuto fuori per tanto, troppo tempo. Ho ricercato la migliore condizione fisica che per me è fondamentale. Il mio grande obiettivo è quello di riposarmi un attimo ma poi ripartire subito. Spero ovviamente di farlo qui: a Firenze mi sento a casa, è la mia seconda casa. Sono grato al club e alla città e voglio ripagare tutti. È stato un anno complicatissimo per tutti noi: in una delle prime interviste che ho fatto dissi che volevamo migliorare lo scorso anno. Mi sentivo di dirlo… potevamo fare questo step ma non è successo. Noi abbiamo creato delle aspettative ma poi non siamo stati in grado di mantenerle per frustrazione e rabbia. Io nelle prime 10-15 gare non ho raggiunto il mio livello: avevo pressione e non mi sentivo libero. E così tutti gli altri giocatori… ci siamo detti tante parolacce tra di noi giocatori che però sono servite. Abbiamo messo da parte l’ego e lì abbiamo fatto un grande lavoro tra di noi. Questo cambio mentale ci è servito tantissimo, sennò saremmo morti. Lo so, non abbiamo giocato bene ma dovevamo salvarci: nelle prime 15 partite abbiamo provato a fare un bel gioco ma abbiamo finito per fare una figura di m… So che da fuori la salvezza della Fiorentina era scontata ma vi assicuro che non è stato così. Ora sono qui come uomo contento ma questo non vuol dire che sono felice di questa stagione: sono deluso da me perché non ho dato la mano che servita. Ma ho sempre provato a dare l’esempio con la mia disciplina ma so di non aver dato quello che ho dato l’anno scorso ma fa parte del calcio. Spero di fare ancora un anno qui per alzare il mio livello: sento che posso dare qualcosa”.

Se la società vi chiedesse qualcosa sul futuro di Vanoli, quale sarebbe il vostro giudizio?
“Lui è stato molto bravo a portarci alla mentalità che serviva per salvarci. Alla fine abbiamo fatto 38 punti con lui, facendo un lavoro importante. Il percorso fatto fin qui è merito suo”.

A gennaio c’è stata la possibilità che lei potesse andar via? Ha qualcosa da dire ai tifosi?
“Sì, il Forest mi voleva ma ho detto al club che non mi sembrava il caso di andar via: non mi sentivo di andar via né come giocatore né come uomo. Inoltre la mia famiglia si trova bene a Firenze, qui ho grande serenità e ho detto che non mi potevo muovere. Anche se ho dovuto dire per la terza volta di no alla Premier League. Sono felice di aver fatto questa scelta e sono grato alla tifoseria che mi ha applaudito: loro hanno sofferto tanto per colpa nostra. Adesso abbiamo un’estate davanti per riflettere e per ripartire molto meglio, ripartendo da 0”.

Potevate fare qualcosa di più in Conference?
"L'obiettivo è stato sempre quello di regalare una soddisfazione in un anno buio. Sono contento di aver dato almeno una gioia al tifo battedo la Juventus. La nostra squadra era più fragile rispetto allo scorso anno e non era facile mantenere la lucidità in tutte le partite e ci sono stati alcuni black-out".