Brilla il talento di Fagioli. Repubblica: "Da Mancini a Vanoli: quanta fiducia"
Un mese fa sembrava vicino all’addio, oggi è tornato al centro del progetto viola e della Nazionale. La Repubblica (Firenze) racconta la rinascita di Nicolò Fagioli, rilanciato dalla scelta di Vanoli di riaffidargli “le chiavi del centrocampo” dopo un’estate vissuta con il rischio di una cessione. L’esonero di Grosso e il ritorno del tecnico dello scorso anno hanno cambiato tutto, restituendo al centrocampista quella centralità che era stata importante nella seconda parte della passata stagione. Le prestazioni di Venezia e contro il Napoli hanno confermato il cambio di passo, con Fagioli protagonista di due gare “da centrocampista completo”. Contro gli azzurri ha chiuso con 82 tocchi, 56 passaggi completati su 67 e l’84% di precisione, mostrando grande efficacia anche nella metà campo avversaria.
Dietro la rinascita c’è soprattutto il rapporto con Vanoli. “Vanoli per me è stato determinante già lo scorso anno”, ha raccontato Fagioli, spiegando come il tecnico lo abbia motivato a esprimere tutto il proprio potenziale. Il centrocampista ha poi ricordato l’impatto deciso del nuovo allenatore: “Il mister ci ha chiesto di essere squadra e lo stiamo facendo”. Le buone prestazioni gli sono valse la convocazione in Nazionale, dove Mancini lo sta provando come mezzala in un 4-3-3 di possesso e qualità. A Firenze, intanto, resta aperto il tema della possibile convivenza con Oulai: entrambi registi, ma con caratteristiche differenti. Per la Repubblica, trovare il modo di farli giocare insieme potrebbe rappresentare una delle chiavi per una Fiorentina “ambiziosa e lanciata verso l’Europa”, cancellando definitivamente l’idea che l’arrivo dell’ivoriano dovesse necessariamente coincidere con l’addio di Fagioli.
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