UN APPIGLIO CHIAMATO FRANCK

10.12.2019 10:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
UN APPIGLIO CHIAMATO FRANCK

Nel momento difficile, difficilissimo, che si vive in casa Fiorentina, anche solo la ricerca di una buona notizia pare agli occhi dei più un semplice esercizio di stile. Anche perché la squadra sta vivendo una conclamata crisi di risultati ma anche di gioco, visto come sono maturate le quattro sconfitte consecutive in Serie A inanellate da Vincenzo Montella e i suoi ragazzi. E se quella attuale è la peggior partenza della Fiorentina dopo quindici giornate dalla rinascita post-fallimento (LEGGI QUI tutti i numeri), lo è altrettanto che proprio essendo ancora a ridosso della fine del girone d'andata, ci sarebbe tutto il tempo per provare a sistemare le cose ed evitare che tutto cominci ad incanalarsi verso il peggio.

Ovviamente, (ri)partendo dal mercato. Come scritto anche su queste pagine nelle scorse (LEGGI QUI), è utile ribadirlo: al ds Daniele Pradè il compito di sistemare nella finestra invernale quelle falle, alcune particolarmente vistose - leggasi alla voce "attaccante di peso che segni regolarmente" - emerse dalla squadra che ha costruito nella scorsa estate. Vero anche però che prima dell'avvio della sessione di trasferimenti e della conclusione dell'anno solare, ci saranno due partite da disputare, entrambe particolarmente complicate: Inter e Roma. Montella, che si gioca il futuro in questi due incontri, spera di poterle affrontare dotato della sua arma migliore, quella che ha più splenduto in questo inizio di stagione. L'appiglio ha un nome ed un cognome: Franck Ribery.

Per carità, anche il solo recupero di Pezzella già di per sé è da considerarsi significativo, ma avere o meno a disposizione l'ex Bayern fa tutta la differenza del mondo, e questo concetto è stato reso piuttosto evidente dalle disastrose prestazioni della Fiorentina quando si è ritrovata sprovvista del suo asso: una squadra confusa, timida e per gran parte degli incontri incapace persino di creare occasioni da gol in numero sufficiente. In tal senso Ribery sta provando l'ennesimo numero della sua carriera, nel tentativo di recuperare in anticipo rispetto ai tempi prestabiliti, magari già domenica sera con l'Inter, per cercare di tirare fuori dalle acque pericolose la Fiorentina. Perché anche un solo punto, arrivati a questa fase dei giochi, potrebbe rivelarsi determinante nel fare distinzione tra crisi totale e possibilità di venirne fuori senza rischiare di ritrovarsi immersi per la seconda stagione consecutiva a fare la lotta in quella zona rossa cui ormai la tifoseria viola era disabituata da tempo.