“SE MI OFFRONO, FIRMO”. IL FACCIA A FACCIA VLAHOVIC-BARONE, LE PAROLE AL MIELE DI ITALIANO E UNA SUGGESTIONE: DUSAN PUÒ ESSERE IL NUOVO CAPITANO. MA SOLO SE ACCETTERÀ QUEL BENEDETTO RINNOVO

21.07.2021 10:53 di Leonardo Bardazzi   vedi letture
“SE MI OFFRONO, FIRMO”. IL FACCIA A FACCIA VLAHOVIC-BARONE, LE PAROLE AL MIELE DI ITALIANO E UNA SUGGESTIONE: DUSAN PUÒ ESSERE IL NUOVO CAPITANO. MA SOLO SE ACCETTERÀ QUEL BENEDETTO RINNOVO

Fosse stato possibile trasformarsi in una mosca, ora avremmo tutti le idee più chiare. Il faccia a faccia tra Dusan Vlahovic e Joe Barone, un attimo dopo la fine della prima amichevole in montagna, racconta comunque di un chiarimento diventato necessario dopo il video girato da un tifoso, dove il gioiello viola parla del suo chiacchieratissimo contratto. Che, giriamola come vogliamo, resta la priorità assoluta della Fiorentina, nonché il vero e proprio nodo da sciogliere di quest’estate viola. Vlahovic infatti è la stella della squadra, l’uomo chiave per costruire un futuro solido, basato sulle nuove idee di Italiano ma anche su una squadra più forte, in grado di diventare la scheggia impazzita del campionato. E di dar fastidio a tutti. “Quando mi offrono, firmo”, ha detto Dusan tra un autografo e l'altro. Una frase che ha dato comprensibilmente fastidio alla società e sulla quale Barone è tornato nel colloquio fitto col suo centravanti. 

Dal poco che si sa, i toni sono rimasti comunque dolci, molto lontani, tanto per intenderci, dal burrascoso pomeriggio nel quale Chiesa rimase chiuso nel pullman accanto all’Hudson, in piena New York City. Non a caso, Vlahovic è sereno, in campo è un trascinatore e in squadra sta diventando leader: “Ha sbagliato tanto, ma se tutti avessero il suo spirito si potrebbe fare davvero tanta strada”, ha spiegato Italiano a fine partita. Una frase che per Dusan vale una promozione a punto di riferimento assoluto. E che addirittura arriva a far pensare a un paradosso: Vlahovic, per quello che vale, per quanto è imprescindibile in questa Fiorentina, per quello che dimostra e quello che trasmette, potrebbe diventare il capitano perfetto per questo nuovo corso viola. Una sfida che potrebbe ancora di più elettrizzarlo e farlo sentire importante, ma che naturalmente è impensabile senza rinnovo. Tutto insomma ruota intorno a quell’autografo, che resta difficilissimo, ma che allo stesso tempo va inseguito con tutte le forze. La Fiorentina, già da tempo, è pronta a offrirgli una cifra intorno ai 3 milioni netti l’anno. In lockdown la società gli aveva proposto una cifra importante, e ora che il bomber è esploso - grazie a Prandelli e alla fiducia incondizionata del club che lo ha aspettato e supportato, questo è giusto ricordarlo - è pronta a fare un ulteriore sforzo. Vlahovic, nonostante le resistenze dei suoi manager, non ha chiuso la porta, anzi. E quella frase, pronunciata tra la gente, fa capire che il futuro è ancora da scrivere. Il punto fondamentale è la clausola, che i viola vorrebbero molto alta (sopra i 70 tanto per capirsi) e che i manager del serbo accetterebbero solo se inferiore ai 40. La distanza è grande e potrebbe diventare ancora più ampia se e quando top club stile Tottenham dovessero andare alla carica per prendersi il giocatore. Commisso però da quest’orecchio non ci sente: Vlahovic è e resterà il titolare inamovibile dell’attacco viola. Almeno per quest’anno. E anche senza l’eventuale rinnovo, a costo di rimetterci parecchi soldi. Se ne riparlerà comunque. Anche perché quella chiacchierata top secret, dice che il ferro è caldo. E che la Fiorentina è determinatissima a scrivere una storia molto diversa da quella di Federico Chiesa.

Intanto, sul campo, si comincia a intravedere la Fiorentina che ha in testa Italiano. Il calcio d’estate non è mai quello vero, le gambe sono pesanti e i nazionali ancora in vacanza. Certi movimenti però sono già ben riconoscibili e il tempo in questo senso non potrà che aiutare l’allenatore a renderli codificati. Bene Sottil, bene Saponara, giocatore di classe mai troppo a suo agio qui, ma che con il tecnico che lo ha rilanciato a Spezia potrebbe tornare utile, bene il solito Jack Bonaventura e tutto sommato l’impegno che sta mettendo la squadra nel recepire le idee del nuovo allenatore il più in fretta possibile. Molto indietro Kokorin, ma in fondo lo sapevamo. Anche per lui serve il motto con cui Italiano si è presentato: pazienza. A questa Fiorentina serve tempo per diventare una squadra credibile e per affondare i colpi sul mercato con decisione. Sensi a proposito resta un obiettivo concreto, ma se ne riparlerà dopo l’arrivo di Pulgar. Un altro che dovrà passare l’esame di Italiano prima di guadagnarsi la conferma. Al centro di tutto però resta lui, Vlahovic. E quella firma sul contratto che potrebbe valergli anche una fascia al braccio.