L’Iran Femminile all’esordio in Coppa D’Asia nonostante il conflitto in corso
In principio furono le ragazze ucraine, poi le afgane e ora le iraniane. Nel mondo continuano a esplodere conflitti e situazioni di forte disagio che coinvolgono tutti. Del resto si sa, la guerra non guarda in faccia a nessuno. La Nazionale di calcio iraniana è stata forse una delle prime a prendere posizione contro il regime di Teheran smettendo di cantare l’inno ufficiale del paese mediorientale nel corso dei vari appuntamenti internazionali. Con la morte di Mahsa Amini che fece molto scalpore, alle colleghe donne si sono uniti anche gli uomini che nel corso della loro apparizione nei Mondiali in Qatar non hanno intonato le note del loro inno. E la stessa situazione si è riproposta un paio di giorni fa quando le calciatrici iraniane hanno esordito in Coppa D’Asia femminile contro la Corea del Sud – perdendo 3-0 – senza cantare l’inno. Sul web diversi video mostrano la scena mentre proprio in questi minuti la capitale iraniana è sotto attacco da parte della coalizione israelo-americana che pochi giorni fa ha mietuto una vittima eccellente quale il leader supremo del regime Ali Khamenei, non certo un amico delle calciatrici iraniane.
Le proteste delle giocatrici della nazionale mediorientale, come abbiamo detto, non sono una novità ma ora come ora assumono un significato forte e potente di ribellione verso un totalitarismo che ha sempre marginalizzato e calpestato i diritti delle donne. Qualunque sarà il destino dell’Iran a livello politico, la situazione per le ragazze iraniane non si farà certo facile. Proprio come diverse ucraine, fuggite nei paesi limitrofi all’estero per giocare senza il rischio di finire in mezzo ai bombardamenti, o come alcune donne afgane, potrebbero decidere di approfittare della situazione caotica per scappare e ricominciare da un’altra parte.
L’Italia in questa, tramite la Serie A Women, la FIGC ma anche tramite le singole società, può fare qualcosa. Non dimentichiamoci che proprio a Firenze, nel Centro Storico Lebowski, diverse calciatrici provenienti dall’Afghanistan, hanno trovato un’opportunità per poter ricominciare. Una chance permessa anche grazie al calcio, sport universale che non conosce confini.
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