CONSOLA POCO INGUAIARE I GOBBI, SE POI PARLA BIRAGHI E...

17.05.2021 00:00 di  Sonia Anichini   vedi letture
CONSOLA POCO INGUAIARE I GOBBI, SE POI PARLA BIRAGHI E...

Mi sarebbe piaciuto, e anche molto, che la partita di ieri contro il Napoli fosse finita come tre anni fa, quando un sorprendente Simeone frenò la corsa scudetto dei partenopei con una mitica tripletta ma, purtroppo, non si è ripetuto il capolavoro. Se in quella occasione non mi sono sentita una gobba, perché avevamo agevolato la corsa tricolore della Juventus, non mi sento gobba nemmeno oggi se un pochino, un briciolo appena, sono contenta di mettere ansia ai bianconeri che devono sforzarsi per entrare in Champions, visto che Gattuso e i suoi sono avanti a loro in classifica. Magra, magrissima consolazione, come i quattro punti che gli abbiamo preso, ma sto cercando di pensare a quelle rare cose buone di questo anno.

Nella mia illusione calcistica, nel mio romanticismo d’altri tempi, avrei voluto una gara gagliarda per vendicare il 6-0 rimediato dai viola all’andata ma non ci sono le condizioni e nemmeno la squadra che abbia voglia di buttare il cuore oltre l’ostacolo, che mi pare sempre troppo alto per tutti. Non che la Fiorentina abbia giocato male ma anche ieri ha tirato pochissimo in porta, se si esclude il gol annullato a Vlahovic il quale si è più volte incavolato coi compagni che non lo supportavano, ma l’avversario era di un’altra caratura, anche se non mi è parso al top come altre volte. I napoletani sono stati agevolati da un rigore che sinceramente mi è parso generoso, ma se le maglie non si possono tirare, non la tirare caro Milenkovic visto che la palla mi sembrava non così semplice da prendere per Rrahmani. Dopo il rigore subito c’è stato il raddoppio fortunoso, per la deviazione di Venuti, e i giochi sono finiti lì.

Nel mondo normale, quello ante Covid, sarebbe stata la giornata dei saluti visto che è stata l’ultima partita al Franchi ma, anche se non siamo presenti di persona, mi viene da augurarci di non rivedere con la nostra maglia molti degli interpreti attuali e ci sarà modo di riparlarne. Di sicuro ha chiuso prima degli altri capitan Pezzella che, col cartellino rimediato e sotto diffida, salterà la trasferta a Crotone. Un dolore lancinante mi assale!

A fine partita ha parlato un altro calciatore che gode della mia simpatia, Biraghi, che si è sperticato in elogi e ringraziamenti verso Iachini. Giusto, giustissimo (non abbastanza per una statua!) ma la mia anima perfida mi fa pensare che tutta la tragedia, la situazione drammatica che il nostro esterno dichiara esserci stata dopo l’allontanamento di Beppe vada di pari passo con l’astio che probabilmente ha verso Prandelli che lo aveva messo fuori squadra, altra saggia intuizione dopo la fiducia incondizionata a Vlahovic, che è poi definitivamente esploso e che coi suoi gol ci ha salvati, e l’utilizzo di Quarta misteriosamente poi scomparso. Cattivissima me, lo ammetto, ma credo che qualche volta si potrebbe evitare di parlare e di buttare altra benzina su un fuoco di polemiche che qui non si spenge mai.

L’interrogativo che però ieri ci siamo posti tutti è stato: Gattuso passerà dalla panchina ospiti a quella viola? Ancora non sappiano niente, Commisso ha parlato tanto ma non di calcio e non resta che aspettare pochi giorni ormai per la fine del campionato. Ho letto le condizioni che avrebbe dettato Ringhio (mercato concordato, staff personale e ben retribuito, via chi ostacola il progetto) e mi sembrano sensate e consone ad una bella ripartenza. Aspetto pertanto con ansia di sapere se sarà lui a guidare questa nuova avventura perché abbiamo bisogno, come non mai, di sentire parlare di pallone e vedere tornare la Fiorentina in alto.

La Signora in viola