"OCCHI PUNTATI SU..." SINISA, L'ULTIMO SAMURAI
Dobbiamo dirlo, Sinisa Mihajlovic ci fa tenerezza. O anche un pò di rabbia, scegliete voi. Sinisa Mihajlovic ci sembra come quel soldato giapponese trovato pochi anni fa su un'isola delle Filippine, ancora intento a combattere la sua "seconda Guerra mondiale" contro i Marines statunitensi. Il poverino era là dal 1943 e mentre i suoi camerati erano morti ormai da anni, lui continuava a restare fedele all'Imperatore, come fa un bravo Samurai. L'accostamento è forse irrispettoso per Sinisa e poi, dopo martedì, sarebbe meglio non parlare di armi, di bombe, di guerra, ma la pervicacia, la convinzione, la lobotomizzazione che (ahinoi) temiamo sfoci nell'inutile fissazione con la quale Mihajlovic continua a ribadire certi concetti, ci ha ricordato quell'episodio. Intendiamoci, la Fiorentina non è questa, la Fiorentina non l'ultima squadra della serie A, la Fiorentina al completo (osiamo) non è inferiore alla Lazio capoclassifica. Quantomeno non è inferiore al 50% delle squadre che la precedono. Andiamo oltre: a noi la Fiorentina di Genova (per 60 minuti) è piaciuta. Distanze giuste tra i reparti, reattività nel proporre gioco di prima, scarico e cross dalle fasce, pressione sul portatore di palla avversario. E poi (ricordiamolo) mancavano nell'ordine: Mutu, Jovetic, Montolivo, D'Agostino, Zanetti... Ma (ahimè) la realtà è quella che dice la classifica, e non può essere accettata supinamente. Serve una strambata, serve un'inversione di tendenza, serve una presa di coscienza che dica: facciamo 40 punti prima possibile, e poi vediamo. Ci fa senso pensarlo, perchè la Fiorentina è la stessa che pochi mesi fa era nei quarti di finale di Champions League (Ovrebo permettendo). Ma la realtà è un'altra, la realtà parla di soli 5 punti realizzati in sette partite, e meno male che le partite sono solo sette. Vuol dire che, da quì alla fine del campionato, ne mancano ancora 31. Tante, tantissime, ma bisogna cominciare a farle fruttare.
Ci siamo presi la briga di buttare giù qualche statistica, ed abbiamo visto che negli ultimi cinque campionati la salvezza è stata conquistata con una media di 36 punti. Si va dai 32 della stagione 2005-2006 ai 40 del 2006-2007. Nel mezzo squadre che sono partite anche peggio della Fiorentina, ma che punto dopo punto, gettando il cuore oltre l'ostacolo ed il pallone oltre le tribuna, hanno raggiunto una salvezza all'apparenza impossibile. Come il Cagliari di Allegri che nel campionato 2008-2009 perse le prime 5 partite per poi alla fine classificarsi al 9° posto con ben 53 punti. E invece leggiamo (Mihajlovic dixit)... "La colpa non è dei ragazzi, è solo mia...", "Con la rosa al completo lotteremmo per la Champions...", "State tranquilli, ce la faremo, ci ritireremo su...", e ancora "Credo di avere una squadra all'altezza della situazione, l'obiettivo è sempe la Champions". E allora lasciatecelo dire: così non ci stiamo, anzi di più... siamo molto preoccupati. Lo siamo per le convinzioni (ripetiamo un misto di fissità e arrampicata sugli specchi) del mister, per la sequela interminabile di infortuni, per la fragilità difensiva (la Fiorentina viaggia alla media di un gol e mezzo subito a partita), per l'assenza istituzionale di Della Valle (che aspetta a tornare presidente?), per quella strana "narcosi" del tifo viola (nessuna spinta a contestare, ci mancherebbe. Ci piacerebbe una partecipazione più rumorosa allo stadio...) Lo siamo perchè respiriamo calcio da troppo tempo e queste sono annate che, per qualche ragione razionale ed astratta al tempo stesso, precipitano... sempre di più. E più intervieni per dare fiducia, per trasmettere convinzione, più precipiti, senza speranza. Le soluzioni? Serve umiltà, serve grinta, cattiveria, determinazione, serve ripetere il secondo tempo col Palermo ed il primo di Genova... Ma sopratutto non serve il Samurai Sinisa che ripeta quanto siamo bravi, quanto siamo belli. Perchè in teoria può avere anche ragione, ma in pratica la Fiorentina sta andando in serie B!
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