PERINETTI A FV, IACHINI? PAGA IL MOMENTO. MENTRE SPALLETTI SOGNA LA FIORENTINA

11.07.2020 19:00 di Niccolò Santi Twitter:    Vedi letture
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
PERINETTI A FV, IACHINI? PAGA IL MOMENTO. MENTRE SPALLETTI SOGNA LA FIORENTINA

"La ripartenza era necessaria per dare sostegno a tutto il movimento, poi si sa che non è facile giocare così frequentemente e quindi la Fiorentina ha mostrato un po' di discontinuità nei risultati". A dirlo, in esclusiva a FirenzeViola.it, è il dirigente sportivo Giorgio Perinetti.

Direttore, tra una gara e l'altra la panchina balla.
"C'è ancora qualche partita da giocare...". 

Dica la verità, la ripartenza di Iachini sta convincendo poco anche lei?
"Penso che il periodo di fermo abbia condizionato tutti, quindi dobbiamo relazionare al momento ciò che vediamo. Il fattore crescita è stato indubbiamente messo alla prova".

Del tecnico viola conserva un bel ricordo: vinceste la B nel 2013-14...
"E con cinque giornate d'anticipo. Io dico che Beppe non è un allenatore difensivista, casomai prudente, pragmatico. Basta vedere come gioca la Fiorentina, spesso con due punte e quindi offensiva".

Non sarebbe prioritario lavorare su un bomber?
"Non mi sento di fare analisi di questo tipo, sono cose di cui deve occuparsi la società gigliata. So solo che Iachini è un tecnico preparato, capitato in un'annata particolare".

A prescindere da come andrà, si è parlato con insistenza di De Rossi. Forse è ancora troppo inesperto?
"Come Pirlo, è un grande campione che ha manifestato la voglia di allenare. Ha qualità, temperamento e serietà, però solo il campo può dirci se questa sua vocazione sia attinente. Io gli faccio gli auguri".

Un allenatore senz'altro navigato è Spalletti... 
"A quanto so ha sempre sognato di arrivare alla Fiorentina: ora, in particolare, potrebbe essere contagiato dall'entusiasmo di Commisso. Sarebbe un matrimonio perfetto".

Dicevamo dell'attacco: reputa verosimile parlare di giocatori come Mandzukic e Higuain?
"Se sia fattibile non lo so, perché bisogna considerare gli ingaggi importanti che si portano appresso. Richiedono impegno. Ma indiscutibilmente garantirebbero spessore, proprio come è stato con Ribery. Più calciatori forti ci sono e meglio è".

Infine, si è spesso nominato Belotti, che lei portò a Palermo nel 2013. Sarebbe un affare?
"È già più giovane dei due sopracitati, quindi rappresenterebbe un investimento molto importante e ben programmato...".

Ma?
"Non stiamo parlando di un'operazione così automatica, infatti non credo proprio che il Torino lo cederà facilmente".