MALUSCI A FV, FIDUCIA A IACHINI. VIOLA SIA PUNTO FERMO, NON DI PASSAGGIO. CHE GIOIA 31 ANNI FA

22.10.2020 16:00 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: A cura di Riccardo Barlacchi
© foto di Federico De Luca
MALUSCI A FV, FIDUCIA A IACHINI. VIOLA SIA PUNTO FERMO, NON DI PASSAGGIO. CHE GIOIA 31 ANNI FA

La Fiorentina incontrerà l'Udinese la prossima domenica alle 18.00. Una gara ostica, significativa e forse decisiva per capire il futuro della panchina viola. Intanto, dalle parti dei campini si respira nervosismo. A questo proposito e non solo, noi di FirenzeViola.it abbiamo contattato Alberto Malusci, che con la Fiorentina ha affrontato qualsiasi situazione, dalla finale di Coppa Uefa persa contro la Juventus, alla retrocessione in Serie B. Ecco cosa ci ha raccontato:

Lei ha giocato anche in una Fiorentina in difficoltà, come si esce da queste situazioni?
“Credo molto nel gruppo. Bisogna stare uniti e non virare su polemiche che possono solo creare problemi alla squadra”.

Eppure l’organico non manca di qualità…
“Credo che in questo momento si stia correndo un po’ troppo. Stiamo dando giudizi affrettati su una squadra che può e deve dare tanto. Non conosco ricette, perché se le sapessi allenerei squadre importanti (ride, ndr). Bisogna solo avere pazienza e dare fiducia a tutti i componenti che in questo momento stanno cercando soluzioni per uscire da questa situazione. Il campionato è iniziato adesso e ora come ora bisogna dare fiducia sana, altrimenti dopo due gare si comincia subito a parlare di tecnico in bilico. Diamo la possibilità di lavorare a questa Fiorentina. Non mi è dispiaciuta con Torino e Inter, a parte il risultato di Milano. Nelle altre due gare con Sampdoria e Spezia è andata male”.

Pensa che la squadra possa crescere ulteriormente con Iachini?
“Assolutamente sì. Il fatto è che quando c’è un ambiente in cui non si respira tranquillità, il gruppo ne risente. Penso che in questo momento non ci sia bisogno di fare tanti proclami, bensì stare uniti. Poi è chiaro, se non arrivano i risultati il primo a pagare è l’allenatore. La società ha riconfermato il mister, mandandolo via andrebbe contro le proprie idee. Mi sembra assurdo mandar via un allenatore dopo quattro partite”.

L’Udinese sembra avvantaggiata sul piano del morale, come vede questa gara?
“È un incontro delicato, l’Udinese è sempre stata una bestia nera per la Fiorentina, ma i viola mi sembrano superiori. Bisogna ritrovare uomini importanti che diano il massimo: quando Ribery si accende è un valore aggiunto e non ce n’è per nessuno, così come Castrovilli ed i centravanti. Proprio gli attaccanti non stanno facendo quello che dovrebbero fare, ovvero gol”.

Lei ha giocato una finale di EL con il viola addosso. Crede che la Fiorentina, con questa rosa, abbia le carte in regola per un posto nelle coppe?
“Io sono un ottimista di natura, il rullino di marcia non può essere questo. Contro squadre come i friulani devi portare a casa il risultato, quindi bisogna fare un cambio passo su queste partite. Alla fine si tirerà una linea, ma ora conta fare punti con club che sono alla portata. Purtroppo con le squadre “facili” la Fiorentina fa sempre fatica…”

Oggi ha ricordato sui social il suo esordio in maglia viola, ce lo racconti…
"Quando ho iniziato con la Fiorentina avevo 13 anni e ho bruciato le tappe nel mio percorso. Dagli Allievi sono stato immediatamente aggregato alla prima squadra. Mi ricordo benissimo quel 22 ottobre: la Fiorentina vince 3-1 e mister Giorgi mi fa entrare. In quei 3 minuti non ho toccato palla, ma è rimasto un giorno meraviglioso”.

E i campioni che le sono rimasti più impressi?
"Ne dico due, Baggio e Batistuta. Giocarci insieme è stato unico, ma ce ne sono stati tanti altri. Aggiungo che ogni tanto bisognerebbe pensare che la maglia è importante, oggi tutti vogliono partire…

Ci spieghi…
“La Fiorentina è una squadra importante, non una qualunque. Deve essere un punto fermo dove far bene e non di passaggio. Firenze e la Fiorentina se lo meritano".