TRE PUNTI CHE FANNO MORALE MA TEST POCO SIGNIFICATIVO. BEN TORNATO KALINIC, ILICIC AGGIUSTI LA MIRA E SARÀ GRANDE. VIVA IL CORAGGIO DI SOUSA SU CHIESA: IL CLUB CAPISCA CHE FIRENZE HA BISOGNO DI TALENTI COME LUI
La verità è che di probante, nella notte d'Europa, c'è stato poco. L'amore per la Fiorentina sull'altare di una notte di scarse emozioni, ripagato da una non pericolante ma comunque soddisfacente vittoria. E questo conta, in un momento di magre, di grigiore e pallore. Tre punti e la qualificazione nel cassetto son cose che fanno morale, a pochi giorni da una sfida delicatissima come quella contro la rediviva Sampdoria. Segnali buoni, non eccelsi, pure dal campo. Nikola Kalinic ha recuperato l'antico smalto, nove gol in stagione sono bottino interessante ma Paulo Sousa non scordi che queste sfide sarebbero buone non solo per provare uomini ma anche per stabilire degli schemi. Evidentemente il tandem con Khouma El Babacar non è nelle sue corde, idee e intenzioni.
Bene, benissimo, Josip Ilicic. Pure stavolta segna solo da calcio piazzato, lui che in campionato tira più di tutti e in paragone fa meno gol di tutti. Diventi più cecchino e meno tiratore al piattello, sarebbe il tassello mancante in una stagione di crescita e maturità continue. Notazione anche per Federico Chiesa. Viva il coraggio di Sousa, che gli regala un'occasione importante. Chiesa, senza giri di parole, è pronto per la prima squadra. Sì, qualche sbavatura, qualche errore tattico di gioventù, ma è talento vero e già pronto per giocarsi un posto importante tra i professionisti. Dunque, per dirla in soldoni, visto che questa proprietà è affezionata a progetto e portafogli: perché tenere in rosa un Mauro Zarate (niente contro l'argentino, anzi, averne...) che costa caro pure d'ingaggio e non dare sempre più minutaggio a ragazzi come Chiesa?
Il Milan, tra necessità e virtù, insegna. Montolivo fa crack? Vincenzo Montella ha sopperito al meglio all'errore della società. Niente Josè Sosa regista basso, gioca Manuel Locatelli. Serve un innesto su attacco e fascia alla Fiorentina? Sousa insista. Chiesa deve giocare. Magari, nelle stagioni dello spending review viola, si tornerà a puntare davvero anche sul settore giovanile. Non c'era nessuno di meglio, magari anche tra i ragazzi delle serie inferiori, di un Hrvoje Milic francamente e nuovamente rivedibile? C'era davvero bisogno, con Chiesa, di spendere e spandere per Hernan Toledo?
Se la Fiorentina crede davvero in Giacomo Satalino, era il caso di prendere Bartlomiej Dragowski? Strategie, incastri e incroci, il mercato è fatto di rapporti e le frontiere sono giustamente aperte. Nella rosa della Primavera ci sono dieci stranieri su ventotto e se la qualità dei vari Ferigra & co (il centrale ex Barça è stellina vera) sarà alta bene. Ma scommettere e spendere tanto per non serve. C'è di meglio, in Italia, rispetto a Milic. C'è di meglio, in Italia. Chiesa sia il primo di una lunga serie. Piccole grandi emozioni per il futuro. Al netto degli errori e dei peccati di gioventù. Ma in una serata non probante come quella contro il modestissimo Slovan Liberec, bastano. Anche se con la Sampdoria sarà un'altra storia, come dopo l'ultima in Repubblica Ceca...
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