Tra il rammarico Kayode e il dubbio tattico Fagioli

Tra il rammarico Kayode e il dubbio tattico FagioliFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Stefano Prizio

L’ovvia penuria di argomenti da disquisire in questi lunghi giorni di sosta del campionato fa spiccare il rammarico per la perdita di Kayode, giovane giocatore passato per Firenze e venduto, ad alto prezzo invero, in Inghilterra, ma  il terzino destro del Brentford è ormai il passato. Sebbene la sua cessione sia ascrivibile ad un errore di valutazione della precedente gestione sportiva, nonostante i 18 milioni incassati per venderlo, adesso infatti il valore del giocatore si attesta già su una cifra tra i 40 e i 50 milioni di euro.

Comunque sia, l’ultima uscita degli azzurri di Mancini ha evidenziato un altro talento che costituisce il presente della Fiorentina, si tratta di Nicolò Fagioli da Piacenza. Anche Fagioli ha seriamente rischiato di andare altrove, difatti il tecnico scelto quest’anno da Paratici, Fabio Grosso, sembrava ben disposto a farne a meno a cuor leggero purchè gli portassero qualche sostituto che lui ritenesse degno, fortuna che Vanoli la pensa diversamente dal collega, per l’attuale allenatore viola il problema riguarda semmai la posizione in campo di Fagioli e la sua coesistenza con gli altri giocatori di qualità del reparto, su tutti Oulai che  l’allenatore gigliato fatica ancora a vedere in coabitazione con Fagioli.

Resta tuttavia il quesito su cosa sia davvero il nostro Fagioli, un regista o una mezzala di pregio? Nella Fiorentina Vanoli gli ha dato la sedia da regista, ma il ct azzurro Mancini nell’ottima uscita di Fagioli con la Turchia, lo ha impiegato da mezzala e con buoni risultati occorre dire.

La risposta al rebus però è facile e non ci costringe a mettere Fagioli o dall’una o dall’altra parte: infatti Fagioli è semplicemente un calciatore di qualità superiore e come tale è in grado di ricoprire con profitto ogni ruolo della mediana così come è in grado di coabitare con qualunque altro calciatore, meglio se di qualità. In tal senso si risolve facilmente anche il dubbio di una convivenza con Oulai, sono i giocatori scarsi o mediocri che hanno problemi di convivenza, i calciatori ricchi di virtù invece si assortiscono in campo come una bella scatola di cioccolatini colorati e saporiti, ma la conferma di questa innata duttilità è arrivata dalla bocca dello stesso Fagioli che si è detto apertamente a suo agio ovunque a centrocampo, meglio se col pallone tra i piedi e meglio se in una squadra che stazioni spesso nella metà campo avversaria, in tal senso Fagioli è un giocatore jazz, un genere dove l’apertura musicale e la capacità di usare in modi diversi il proprio strumento danno luogo alla bellezza del genere.

Concludendo, i problemi di compresenza per Vanoli non sono finiti qui visto che la Fiorentina ha una rosa abbondante di qualità, infatti un altro potenziale dualismo da risolvere rischia di essere quello tra Atta e Goncalves, più centrocampista il primo, più punta il secondo, schierarli entrambi potrebbe essere un rischio per l’equilibrio della squadra, i giorni della sosta quindi potrebbero aver aiutato Vanoli a togliersi qualche dubbio in più al fine di utilizzare al meglio ed al massimo il potenziale che ha a disposizione quest’anno. Anche fra i tecnici ci sono i pavidi che si contentano di quattro calciatori onesti da buttare in campo e altri allenatori sognatori e coraggiosi che amano misurarsi con sfide come quella che vede impegnato Vanoli, riuscire ad utilizzare se non tutta, almeno la buona parte della qualità che ha sotto mano.