MEGLIO GODERSI IL PRESENTE E PROGRAMMARE IL FUTURO, PIUTTOSTO CHE RIMPIANGERE IL PASSATO: TRE GARE PER CHIUDERE L’ANNO IN BELLEZZA E ARRIVARE A GENNAIO CON LE IDEE CHIARE SUL MERCATO

12.12.2023 11:08 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
MEGLIO GODERSI IL PRESENTE E PROGRAMMARE IL FUTURO, PIUTTOSTO CHE RIMPIANGERE IL PASSATO: TRE GARE PER CHIUDERE L’ANNO IN BELLEZZA E ARRIVARE A GENNAIO CON LE IDEE CHIARE SUL MERCATO
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In piena zona Champions, a un punto dal quarto posto, e con tre sfide davanti da aggredire per ritrovarsi traghettati nel nuovo anno in una posizione di classifica da far venire le vertigini. Siamo sinceri, i chiar di luna che illuminano la Fiorentina dovrebbero spingere un po’ tutti alla fiducia, all’ottimismo, per non dire all’entusiasmo, di poter vivere una rincorsa europea che manca da anni, eppure a guardarsi intorno dopo il pari dell’Olimpico sono più le recriminazioni per l'uno a uno finale che non la soddisfazione di non aver interrotto il cammino, tanto più al termine di una gara che si era messa male dopo appena 5 minuti di gioco per il gol di Lukaku.

Si potrà eccepire che data la situazione, la doppia superiorità e la pochezza del gioco giallorosso già debilitato dal forfait di Dybala, si poteva e doveva inseguire con più cattiveria il successo finale, che alla lunga i due dell’Olimpico rischiano di diventare punti pesanti perduti nelle somme finali, ma di certo non si può negare che anche in questa prima parte di stagione la squadra e Italiano, entrambi comunque voluti e difesi dalla società, hanno nuovamente migliorato il proprio rendimento, e non bastassero numeri e statistiche a testimoniarlo ci sono pure gli obiettivi stagionali (tutti ancora aperti sui tre fronti delle coppe) che per forza di cose gruppo e tecnico stanno alzando vista la posizione in classifica.

Il consueto appuntamento con il riferimento cinematografico al “Giorno della Marmotta” di Bill Murray, ripartito puntuale lunedì mattina in città e nelle piazze virtuali dell'etere e dei social, bene rappresenta lo stato d’animo dell’universo viola, ogni giorno più diviso nel ripartire eventuali responsabilità tra tecnico e società per spiegare i limiti di questa Fiorentina, e conseguentemente anche delle sue ambizioni in campionato. Eppure pare tutto un esercizio poco utile. Chi punta il dito sulle letture del tecnico, sui cambi dell’Olimpico e non solo, come un mancato impiego di Beltran che non può passar inosservato, probabilmente crede che questo gruppo sia stato costruito per stare lassù, chi invece torna sulla rosa allestita, dove la qualità sembra restare prerogativa di pochi, in mezzo a un valore generale diverso dall’alta classifica, è invece restìo a fidarsi delle prossime mosse della società sul mercato invernale. E infondo rileggendo le ultime finestre di trattative c’è da capirlo.

Tutte posizioni legittime, ovvio, meno comprensibili di fronte a una classifica che oggi potrebbe invece bastare a godersi una Fiorentina in corsa nelle zone che comunque le competono, facce di un’identica medaglia, quella che sembra mettere in luce quanto questa squadra non sia poi così pronta, ora come ora, per inserirsi nella corsa alla Champions. E allora, forse, prima ancora di rammaricarsi su quanto poco manchi alla Fiorentina per un definitivo salto di qualità in un campionato in cui il livello generale è sceso, converrà non solo provare, per una volta, a godersi momento e prospettive del presente, ma pure augurarsi che entrambe le componenti, tecnico e società, riescano a lavorare nel migliore dei modi a gennaio, nell’immediato futuro.

Perchè al netto dei punti lasciati fin qui per strada, che fossero i pareggi o le sconfitte con Lecce o Empoli, o i k.o al cospetto di squadre come Milan e Roma che dell’alta classifica paiono avere soltanto il blasone, e tralasciando responsabilità postume che poco aggiungono, quel che più conta è provare a sfruttare un’annata, un campionato e una situazione generale del calcio italiano, nella quale il club viola può benissimo inserirsi, cercando di cogliere opportunità straordinarie non messe in preventivo soltanto tre mesi fa.

E la discriminante non può che essere il prossimo mercato invernale, per la società, così come lo è per Italiano il prossimo trittico di gare con Verona, Monza e Torino. Arrivare a fine anno con un bel filotto di risultati, e spingere ancora più su la squadra sul piano dell’allenatore. Rinforzarla con certezze piuttosto che scommesse su quello della società. Ecco la sinergia che la Fiorentina può sfruttare come propulsore per riuscire nella rincorsa che tutti auspicano. Ed ecco quel che più conta ad oggi, fosse solo perchè sull’immediato domani è ancora possibile mettere mano, mentre perdersi nelle recriminazioni del passato (recente o meno, nel quale certamente società e tecnico possono aver sbagliato qualcosa) rischia di diventare solo una perdita di tempo.