Un asilo chiamato Fiorentina. Per licenza elementare ripassare tra qualche anno

Un asilo chiamato Fiorentina. Per licenza elementare ripassare tra qualche annoFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Stefano Prizio

Nel rosso contesto di Marassi la Fiorentina si presenta con un undici discutibile che approccia male la gara e pur meritando, forse, un punto, esce sconfitta ritrovandosi diciannovesima in classifica con gli spettri della scorsa malannata che riprendono improvvisamente vita. ’Mastantuono deve capire il calcio italiano, ma ha bisogno di giocare per farlo', dice non un cronista velenoso, bensì lo stesso tecnico viola, le parole sono indirizzate al giovane argentino accolto a Firenze come un divo, tuttavia il ragionamento si potrebbe tranquillamente applicare anche a Valdepenas, Oulai, Viery, Gnonto, Njie e  persino Jimenez, il quale non ha chissà che esperienza di A. Erano quindi troppo euforici e celebrativi i giudizi dati sul lavoro di Paratici   alla fine del mercato estivo? A voler seguire la falsariga del ragionamento che innesca la dichiarazione di Paolo Vanoli si potrebbe anche dir di si. E il quadretto che viene fuori da tale ragionamento e dalla prova deludente di Genova  è quello di un allegro gruppetto di graziosi prospetti, belle promesse e giovanottini che si faranno, forse, un domani.

Un gran bell’asilo chiamato Fiorentina, per la licenza elementare ripassare tra qualche anno. Insomma una squadra di futures, prodotti calcistico  finanziari che tra un po’ potrebbero diventare buoni investimenti (forse), De Gregori li canterebbe così: i ragazzi si faran, anche se han le spalle strette…

Tuttavia, tralasciando che metà ottobre è un periodo tardo per farsi venire certi dubbi più adatti a spuntar fuori quando il mercato è ancora in corso o è appena finito, fino a gennaio maturi o acerbi che siano i calciatori sono e rimarranno questi, sarebbe quindi più intertessante discutere se tutto questo battere in testa del motore viola sia più responsabilità del pilota o del costruttore? Insomma chi è giusto discutere Vanoli o Paratici? E’ colui che fino ad una manciata di giorni fa veniva chiamato guru ad aver costruito la squadra con troppi limiti, specie  di esperienza e personalità? Oppure è Vanoli che, come un artista in crisi d’idee, pur avendo a disposizione una tavolozza piena di tanti colori, e molteplici nuances, s’ostina pavido ad usare sempre le stesse combinazioni? Senza guizzi di fantasia o voli d’ingegno, e dei colori sbaglia l’uso facendo verde il cielo e giallo il mare, quando con le molteplici varianti che ha in mano potrebbe, come un Dalì ispirato e camaleontico, stupire tutti? Il dubbio è che sia lui quindi il fattore fin troppo trattenuto che non osa  utilizzare il potenziale  che ha in mano celandosi dietro l’immaturità dei suoi giocatori, se Vanoli è pittore che si contenta di dipingere nature morte, pastorelli col ciufolo in mano al tramonto, buoi che tirano l’aratro, tanto sarebbe valso risparmiare i baiocchi e mettergli in mano un pennello e tre colori in croce o semmai tenersi Fabio Grosso, altrettanto timido. Concludendo con metafore automobilistiche, i limiti nell’opera del costruttore ci saranno pure, ma è il pilota che deve imparare a sprigionare la potenza di tutti i cavalli che ha nel motore e che tanti suoi colleghi farebbero carte false per avere sotto il sederino.

Le parole d’ordine hanno da essere coraggio e fantasia anche perchè la Fiorentina è attesa da una serie di impegni con squadre più strutturate e pericolose del Genoa, partite in cui servirà un’altra squadra rispetto a quella vista a Genova e inoltre a grandi passi s’avvicina un periodo in cui le pie speranze non basteranno più e i punti diventeranno un’urgenza. E se davvero Vanoli ha in mano ragazzini fin troppo inesperti, ebbene che li formi lui, gli insegni come dovrebbe fare un buon maestro di calcio, il tempo non è indeterminato, ma c’è!