Evitare la sindrome di Paperino e le parole inaccettabili. Vanoli battezzi un centravanti e decida il ruolo di Oulai. E i talenti? A Genova ho visto più presunzione che partecipazione. Ora ciclo di ferro, ma…

Evitare la sindrome di Paperino e le parole inaccettabili. Vanoli battezzi un centravanti e decida il ruolo di Oulai. E i talenti? A Genova ho visto più presunzione che partecipazione. Ora ciclo di ferro, ma…
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

La tradizione compie 7 anni e tanto per cambiare stiamo capendo poco di quello che succede dentro la Fiorentina, dove i misteri calcistici superano il calcio. Brillano più le mancanze del talento: alzi la mano chi alla fine del mercato poteva prevedere tutto questo, credo nessuno se non qualche profeta di sciagure, eppure ci ritroviamo di nuovo a fare i conti con la mediocrità da penultimo posto. Che noia, da un anno abbiamo consumato tutte le parole.

Il mantra ufficioso del club è che bisogna essere pazienti proprio perché la rosa è piena di giovani - anche di questo parliamone, leggete le date di nascita di chi ha giocato a Marassi - ma facciamo i conti a 4 mesi esatti dall’inizio della preparazione. Centoventi giorni, mica uno. E allora due allenatori, quattro sconfitte su sei partite, tanto talento teorico, un po’ di presunzione, il recupero in piena emergenza di un tecnico scartato poche settimane prima, piccoli segnali di ripresa e poi il nulla del primo tempo a Genova. Fiorentina penultima con un punto in più rispetto alla scorsa stagione e ora in successione Como, Inter, Atalanta, Sassuolo, Juve.

Bisogna per prima cosa evitare la sindrome di Paperino e della sfiga che non molla. Qualche partita è girata male, ma niente alibi. Dopo duecento milioni abbondanti spesi in tre mercati e 40 minuti molli contro il Genoa, la diagnosi di Vanoli è stata che ‘abbiamo completamente sbagliato l’approccio e regalato quasi un tempo’. Questa sì che è sfiga, ma per chi ascolta. Quindi, occhio alle parole. Per me è inaccettabile che un allenatore le abbia pronunciate con disinvoltura, come se fossero scontate, avendo avuto quasi un mese di tempo per preparare la partita, caricandola di ogni significato possibile (e avendola definita alla vigilia ‘più importante di tutte le altre’).

Se davvero Vanoli ci credeva, ci deve essere qualche difetto di comunicazione con i giocatori. Non capiscono? Proviamoci con un altro linguaggio. Sono troppe dodici nazionalità diverse? Questo potrebbe essere un problema. Vorrei evitare di essere pessimista. Davvero, mi impegno. E allora, di tempo per recuperare ce n’è eccome. Posso addirittura pensare che il club dei giovani talenti alzerà il livello proprio perché ora arrivano avversari più forti, quindi meno giochini e più sostanza, se devono dimostrare di essere bravi quale occasione migliore? Aggiungo che il Como mercoledì giocherà in Champions in casa del Feyenoord e che l’Inter sarà in campo giovedì 21 ottobre contro lo Shaktar, insomma due partite toste in una coppa leggermente più impegnativa rispetto alla Conference. Piccoli vantaggi per la Fiorentina, Como e Inter avranno un po’ di stanchezza nelle gambe e nella testa.

Vanoli era stato snello nella comunicazione dopo partite incoraggianti, dopo la prima sconfitta riecco un salto nel passato. In realtà _ più che parlare _ deve dare certezze in ogni settore. Quindi battezzi un centravanti come fece Prandelli con Vlahovic e - per favore - scelga il ruolo giusto per Oulai. Oppure lo lasci fuori, è stato pagato quasi 30 milioni ma se non è maturo è inutile mandarlo allo sbaraglio in un ruolo che proprio lo mortifica. Non è pronto? Resti in panchina e impari durante gli allenamenti, vagare negli spazi alti non lo aiuterà a migliorare. Così anche per Pellegrino e Beto, alternati fin qui con il secondo troppo macchinoso per procurare guai agli avversari. In ogni caso bisogna scegliere un centravanti e studiare i movimenti migliori per innescarlo.

Pare che la Fiorentina si alleni molto, chiusa nel Viola Park. Lasciamo perdere gli altri 9 gol, ma a giudicare dall’ingenuità con cui sono stati beccati gli ultimi 5 (da quando c’è Vanoli) proprio non si direbbe. La Fiorentina anche con lui non ha mostrato una identità precisa, figuriamoci se può permettersene due per valorizzare le diversità degli attaccanti. Capisco che Vanoli voglia e debba tenere tutti pezzo, la classifica ancora una volta sciagurata impone però una dotazione sicura. Bisogna fare punti, altro che colpi di tacco. Quelli li abbiamo visti a Marassi e intanto il Genoa stava vincendo.