DAL GELO PER VARGAS ALLE VOCI SU CARBONI E GUDMUNDSSON: TRE GIORNI ANCORA PER LANCIARE UN SEGNALE DIVERSO SUL MERCATO E RENDERE PIÙ FACILE LA VITA ALL’ALLENATORE

30.01.2024 10:30 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
DAL GELO PER VARGAS ALLE VOCI SU CARBONI E GUDMUNDSSON: TRE GIORNI ANCORA PER LANCIARE UN SEGNALE DIVERSO SUL MERCATO E RENDERE PIÙ FACILE LA VITA ALL’ALLENATORE

No, non era esattamente questo che la maggior parte dei tifosi si aspettava. Oddio, per tener lontani certi incubi del passato, magari legati a un altro mercato invernale che nel 2016 creò parecchia confusione in casa viola, ci sono ancora tre giorni di trattative, per la precisione 68 ore a partire dalla mezzanotte odierna, ma intanto non sarebbe male (ne avessero voglia in società dove l’attenzione a stampa e opinione pubblica è sempre molto alta) avviare anche qualche riflessione sul perché di un certo clima intorno al mondo viola, a dispetto di una classifica ottima, di un girone di Conference vinto da leader e di una semifinale di Coppa Italia già raggiunta.

D’altronde senza voler entrar nel merito di una comunicazione spesso contraddistinta da una certa sicumera, quella della Fiorentina, basta rileggere le parole riferite dai dirigenti prima o dopo le gare di fine dicembre e pieno gennaio per capire come le visioni siano risultate lontane, almeno con quel tecnico che attendeva rinforzi non visti nemmeno nell’ultima gara del mese di trattative. La sfida persa con l’Inter, fra le altre cose, ha nuovamente mostrato un gruppo tutt'altro che rinunciatario. Ecco, a prescindere da come andrà a finire questo mercato, e da come si muoverà la Fiorentina nei prossimi tre giorni, è molto difficile scacciare la sensazione di aver perso tempo prezioso: per giocarsi diversamente la Supercoppa in Arabia o semplicemente per mantenere quel vantaggio sulle inseguitrici in campionato che invece si è già assottigliato (e in una classifica così corta è un rischio non banale).

Così non resta molto altro da fare se non mettersi in attesa di notizie da casa viola, visto che in termini di strategie tutt’altro che conclamate riuscire a star dietro alle varie idee della dirigenza non è per nulla semplice. Dopo aver trattato Brian Rodriguez ma soprattutto Ruben Vargas, per cifre non superiori ai 7 milioni che i viola non hanno voluto alzare con i tedeschi tanto da raffreddare di molto la pista per l’esterno svizzero, le voci su Gudmundsson sbattono di fronte a una valutazione che il Genoa fa chiedendo almeno 25 milioni. E d’altronde lo stesso tentativo per Carboni dell’Inter, oggi in prestito al Monza, si è scontrato con un secco no dei nerazzurri, che non avranno magari pensato troppo ai rapporti non proprio distesi con la dirigenza viola, ma che certamente hanno fatto i propri conti dopo aver rifiutato 14 milioni offerti dal West Ham. Diverso semmai il discorso per Belotti, nome da tenere di conto fino a chiusura, seppure in questo caso diventi prioritario definire il futuro di Nzola e una sua nuova eventuale destinazione.

Insomma se da un lato i tanti rumors emersi ieri rinforzano le speranze che in questi tre giorni la Fiorentina si renda protagonista di parecchi colpi di scena, soprattutto in entrata visto che in uscita resta Mina in bilico, dall’altro è comprensibile l’amaro in bocca che sempre più tifosi cominciano a masticare, in un consenso riguardante le scelte societarie che sta inevitabilmente scendendo a vista d’occhio. Un po’ come quell’entusiasmo di Italiano oggi difficile da scorgere dietro al legittimo fastidio emerso dopo l'Inter. Ecco, se il club fa ancora a tempo a lanciare un segnale diverso, di maggior ambizione rispetto a quello recepito nelle ultime settimane (e per questo è giusto mantenere ancora qualsiasi giudizio in pura sospensione) lo sguardo del tecnico domenica sera in sala stampa, e le sue stringatissime parole, raccontano di un gennaio che poteva essere concordato e gestito meglio dalla società.

Fosse solo per non ritrovarsi in piena emergenza d’organico come già avvenuto (con conseguenti adattamenti di più di un singolo) o come può avvenire a Lecce dove mancherà anche lo squalificato Ikonè.