Un anno fa in Curva, ieri in campo: le lacrime e l'emozione di Riccardo Braschi
Fiorentina-Rakow è stata la serata dell'esordio di Riccardo Braschi con la maglia viola. Un sogno diventato realtà per il classe 2006 nato e cresciuto a Firenze da una famiglia tutta a tinte gigliate, e le lacrime al fischio finale del match dimostrano l'emozione di un ragazzo che ha visto coronare un percorso fatto di sacrifici e duro lavoro. Chiaro, gli 8 minuti più recupero giocati in una partita di Conference League che per la Fiorentina in questo momento non è neanche la priorità della stagione sono solo il primo passo per una carriera nel calcio che conta, ma toccare con mano la realtà del professionismo per Braschi è stato speciale. Così come lo era stato negli ultimi mesi potersi allenare con la prima squadra al Viola Park.
La Fiorentina nel cuore
Lo aveva raccontato a Radio Firenzeviola solo qualche settimana fa in un'intervista lo stesso Braschi: "Sono da sempre tifoso. Tutta la mia famiglia è viola, quindi segnare con questa maglia è un valore aggiunto". Dai nonni passando per il padre e per mamma Dalia ieri è stata un'emozione difficile da descrivere per chi lo ha visto crescere qualche anno nel settore giovanile della Sestese prima di essere chiamato (già a 8 anni) dalla Fiorentina. L'amore di Braschi per il viola non si è fermato diventando calciatore della Primavera, tant'è che era allo stadio, in Curva, solo un anno fa, quando la Viola di Palladino battè in casa l'Inter 3-0. Poi ci sono le esultanze messe in mostra con la Primavera, con cui in stagione ha segnato 15 gol in 24 partite risultando tra i bomber più prolifici del campionato giovanile.Dalla mitraglia di Batistuta - "l'ho fatta per festeggiare insieme a Batignani, che io chiamo Batigol" - fino al violino di Gilardino. Il prossimo sogno è quello di segnare con la prima squadra, magari contro la Juventus.
A Cremona ancora con Vanoli
Difficile a questo punto che Braschi possa tornare con la Primavera in questa stagione. Le condizioni di Kean inducono alla prudenza e per questo anche il classe 2006 farà parte del gruppo a Cremona, sebbene una sua presenza in campo sia più che improbabile. Quattro passaggio e 7 tocchi totali contro il Rakow sono decisamente troppo poco per valutare il presente e il futuro del calciatore, ma le sue lacrime a fine partita riconciliano con il calcio.
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