Doppio abito per Fagioli: mezz’ala e play. Partita di sacrificio in mezzo alla battaglia. Gare così aiutano a crescere
Non era facile, anzi, era tutto molto difficile in partenza per l’Italia. La Francia oggi fa un altro sport rispetto ai nostri, ma gli azzurri si sono battuti, difesi e poi quando sono ripartiti hanno fatto male ai transalpini. Nel finale con l’uomo in più l’Italia ha rischiato pure di vincere anche se il migliore in campo è stato Donnarumma con almeno 5 interventi da urlo. Gli uomini di Mancini sono stati dentro questa bolla di sofferenza e con loro, nel cuore della battaglia, anche Fagioli ha indossato la tuta blu.
Da interno a regista
Il viola è partito come mezz’ala al fianco del centrale Tonali e dell’altro centrocampista Frattesi. Fagioli è stato ordinato, ha cercato di giocare semplice, ma sul piano fisico soprattutto nel primo tempo ha patito qualche scontro. I francesi con i loro chili e centimetri tamponavano i nostri e in un paio di duelli Fagioli è stato messo sotto. In quel frangente palleggiare era veramente un’impresa. Purtroppo a inizio ripresa, prima della propria area, Fagioli ha abbattuto Cherki: punizione, giallo e gol pazzesco di Olise. L’Italia però non si è disunita e al minuto 61 quando Tonali è uscito, il play di Vanoli si è sistemato davanti alla difesa e ha dato l’impressione di essere più disinvolto. Ha continuato a combattere con un ordine diverso. Sarà un caso, ma sette minuti dopo è arrivato il pareggio di Bastoni. Poi c’è stata l’espulsione di Upamecano e negli ultimi minuti la squadra di Mancini è andata vicina a prendersi i 3 punti. Fagioli è uscito al 90’ per Scamacca perché Mancini ha voluto giocarsela con una punta in più. Fagioli ha fatto una gara di lotta e di governo, senza squilli, ma con dedizione. Da 6 pieno in pagella. Il dato positivo è che non ha dimostrato imbarazzo nell’indossare due abiti diversi sul piano tattico.
In viola con Oulai
Tonali non è Oulai, ma qualche punto di contatto si può trovare. Fagioli ha bisogno di avere accanto un calciatore con quelle caratteristiche e Vanoli non può che lavorare in quella direzione. I calciatori bravi devono giocare assieme, soprattutto a centrocampo, laddove tutto nasce e tutto può essere intercettato. Oulai ha una gran voglia di mostrarsi alla Serie A nell’esercizio del proprio valore. Fagioli ha ripreso vigore dal ritorno di Vanoli e dalla convocazione di Mancini, una chiamata non banale se pensiamo a quello che ha passato Nicolò dal punto di vista umano, per le note vicende. Adesso ha un animo più sereno e la Fiorentina non può che giovarne. Anche l’Italia.
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