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Doppio abito per Fagioli: mezz’ala e play. Partita di sacrificio in mezzo alla battaglia. Gare così aiutano a crescere

Doppio abito per Fagioli: mezz’ala e play. Partita di sacrificio in mezzo alla battaglia. Gare così aiutano a crescereFirenzeViola.it
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di Mario Tenerani

Non era facile, anzi, era tutto molto difficile in partenza per l’Italia. La Francia oggi fa un altro sport rispetto ai nostri, ma gli azzurri si sono battuti, difesi e poi quando sono ripartiti hanno fatto male ai transalpini. Nel finale con l’uomo in più l’Italia ha rischiato pure di vincere anche se il migliore in campo è stato Donnarumma con almeno 5 interventi da urlo. Gli uomini di Mancini sono stati dentro questa bolla di sofferenza e con loro, nel cuore della battaglia, anche Fagioli ha indossato la tuta blu. 

Da interno a regista

Il viola è partito come mezz’ala al fianco del centrale Tonali e dell’altro centrocampista Frattesi. Fagioli è stato ordinato, ha cercato di giocare semplice, ma sul piano fisico soprattutto nel primo tempo ha patito qualche scontro. I francesi con i loro chili e centimetri tamponavano i nostri e in un paio di duelli Fagioli è stato messo sotto. In quel frangente palleggiare era veramente un’impresa. Purtroppo a inizio ripresa, prima della propria area, Fagioli ha abbattuto Cherki: punizione, giallo e gol pazzesco di Olise. L’Italia però non si è disunita e al minuto 61 quando Tonali è uscito, il play di Vanoli si è sistemato davanti alla difesa e ha dato l’impressione di essere più disinvolto. Ha continuato a combattere con un ordine diverso. Sarà un caso, ma sette minuti dopo è arrivato il pareggio di Bastoni. Poi c’è stata l’espulsione di Upamecano e negli ultimi minuti la squadra di Mancini è andata vicina a prendersi i 3 punti. Fagioli è uscito al 90’ per Scamacca perché Mancini ha voluto giocarsela con una punta in più. Fagioli ha fatto una gara di lotta e di governo, senza squilli, ma con dedizione. Da 6 pieno in pagella. Il dato positivo è che non ha dimostrato imbarazzo nell’indossare due abiti diversi sul piano tattico. 

In viola con Oulai

Tonali non è Oulai, ma qualche punto di contatto si può trovare. Fagioli ha bisogno di avere accanto un calciatore con quelle caratteristiche e Vanoli non può che lavorare in quella direzione. I calciatori bravi devono giocare assieme, soprattutto a centrocampo, laddove tutto nasce e tutto può essere intercettato. Oulai ha una gran voglia di mostrarsi alla Serie A nell’esercizio del proprio valore. Fagioli ha ripreso vigore dal ritorno di Vanoli e dalla convocazione di Mancini, una chiamata non banale se pensiamo a quello che ha passato Nicolò dal punto di vista umano, per le note vicende. Adesso ha un animo più sereno e la Fiorentina non può che giovarne. Anche l’Italia.