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Il mondo alla rovescia di Norberto: Vanoli ha bisogno del Beto versione Udinese

Il mondo alla rovescia di Norberto: Vanoli ha bisogno del Beto versione UdineseFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 13:00Copertina
di Alessandro Di Nardo

Lui continua a dire di essere cambiato: "Il giocatore di Udine non esiste più". E qui si crea già il primo paradosso. Perché la Fiorentina lo ha comprato proprio per utilizzare le caratteristiche che lo avevano fatto esplodere ai tempi di Udine. Il soggetto in questione è Norberto Beto, ventotto anni, gigantesco attaccante che però, nei cinque spezzoni in maglia viola, è sembrato più piccolo del dovuto.

La scelta

Aveva sorpreso tutti, nel momento della condivisione della distinta di Genoa-Fiorentina, il suo nome nell'elenco dei titolari. Perché in questo primo mese e mezzo di stagione quello che aveva dato più garanzie (e parliamo solo in parte dei tre gol segnati) era l'altro centravanti, Mateo Pellegrino. La scelta a sorpresa di Paolo Vanoli serviva a rilanciare il guineano: il tecnico viola si aspettava un pomeriggio di sofferenza, conscio che in un catino come quello di Marassi, e contro un avversario con la bava alla bocca, le ripartenze potessero essere un arma efficace. Il problema è che dove prima c'era un caterpillar 797F adesso c'è un risciò viareggino, o almeno questo è quello che è sembrato un Beto sempre in difficoltà, sia nel gioco spalle alla porta sia quando un po' di campo lo aveva. Per adesso le sue cinque presenze col giglio sul petto si ricordano soprattutto per delle giocate da spiaggia a Riotorto, delle improbabili rovesciate (cinque addirittura se non abbiamo contate male) da applausi per il coraggio ma dal risultato piuttosto scadente. Per il resto sei tiri, uno solo in porta, un assist (a Venezia) e poca incisività dalla trequarti in sù.

Cosa serve

Nell'idea originale di Fabio Paratici, che indirettamente ha investito l'ex Everton con parole al miele ("Kean andrà via solo se troveremo un attaccante di pari livello", ed ecco poi Beto) i due centravanti dovevano partire alla pari, anzi, con il soggetto in questione un po' più avanti per esperienza accumulata. Invece la realtà ha portato a Firenze un calciatore molto diverso. Quel Beto, quello dell'Udinese, non c'è più, e diventa un inghippo non da poco. Solo questione di allenamento, di ritrovare la gamba giusta, dicono dal Viola Park, ma intanto il tempo passa e l'ex Udinese rischia di diventare uno dei tanti super-atleti che, una volta perso quel centesimo di esplosività, si riducono a essere giocatori 'normali'. I prossimi giorni serviranno soprattutto a capire se sotto questo Beto c'è ancora il vecchio Beto.