UNA NUOVA CHIAVE TATTICA

23.02.2020 19:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
UNA NUOVA CHIAVE TATTICA

La Fiorentina ieri sera è riuscita ad ottenere un punto dalla partita contro il Milan, nonostante non abbia particolarmente brillato a livello di creazione di gioco ed occasioni, almeno fino al quarto d'ora finale dell'incontro. Lì, qualcosa è sembrato scattare dentro alle teste dei giocatori di Iachini, tanto da indurre i viola ad una caparbia reazione, che non ha tenuto conto neanche dell'inferiorità numerica, dato che la squadra rossonera è stata praticamente costretta ad arroccarsi a difesa della propria porta in un momento del match che avrebbe invece autorizzato a porre in anticipo la parola fine, visto lo 0-1 e l'espulsione pregressa di Dalbert. Proprio l'espulsione del terzino brasiliano ha imposto un atto di coraggio al tecnico Iachini, il quale potrebbe aver però di contro tratto un'indicazione molto interessante per il futuro prossimo.

L'allenatore della Fiorentina, preso atto dell'inferiorità numerica, ha risposto contrattaccando, e schierando i suoi con un 3-4-2 iper-offensivo che raccontava la sua volontà di spostare il baricentro in avanti, con tutti i rischi connessi del caso. Due i cambi, gli unici operati, a rendere effettiva questa configurazione: fuori un Castrovilli ancora non al meglio, e dentro Cutrone; poco dopo fuori Lirola, rimasto spaesato nel cambio d'assetto, e dentro Igor, a rafforzare la linea arretrata, intenzionata comunque a provare l'intervento immediato non appena i rossoneri riconquistavano il pallone. La mossa che però più di tutti è sembrata spostare gli equilibri ha però un volto, un nome ed un cognome: Federico Chiesa.

Sulla fascia, il terreno in cui è sempre stato abituato a muoversi, la prestazione del figlio d'arte ha preso quota, mandando in tilt l'asse mancino rossonero composto da Theo Hernandez - due volte ad un passo dall'espulsione - e Rebic. Lo spazio, in corsia, si è rivelato maggiore e così si sono riviste le scorribande laterali cui aveva sempre abituato il 25 in maglia viola. A conferma delle buone sensazioni, le parole riferite da Iachini nel post-partita: "Sappiamo che sugli esterni è nel suo, ma per recuperarlo volevo tenerlo più vicino alla porta. Ora ci può dare una doppia soluzione, stiamo provando e portando avanti entrambe". Proprio lui, dalla serata di ieri, potrebbe aver ricavato un primo, importante segnale per la nuova chiave tattica che riporti Chiesa nel suo habitat naturale.