RIPARTENDO DA PALERMO

17.11.2019 19:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
RIPARTENDO DA PALERMO

"Lui è uno di quelli sicuri. Giocherà, e mi aspetto una grande prova". Se, per sua stessa ammissione, per quanto riguarda il resto della formazione siamo in alto mare, Roberto Mancini non ha grandi dubbi su un elemento: dopo aver saltato la Bosnia, Federico Chiesa farà parte dell'undici titolare dell'Italia che ospiterà l'Armenia domani sera, nell'ultima partita di qualificazioni ad Euro 2020. Un incontro totalmente ininfluente ai fini degli esiti del girone, con gli Azzurri che - ricordiamo - hanno ormai strappato già due partite fa il pass per la fase a gironi della massima competizione continentale per selezioni nazionali.

Non per questo, però, sarà meno importante delle altre agli occhi di Mancini. Il ct non ha tempo infinito per preparare gli Europei, la deadline per avere definito nella testa quantomeno un grande abbozzo del gruppo è in primavera, chi in quel momento non avrà convinto rischia seriamente di finir tagliato fuori. Certo, il passato non si dimentica, specie se è quello recente, e racconta di un Chiesa che ha fatto stabilmente parte non solo dei convocati, ma quasi sempre dei titolari scelti da Mancini.

D'altra parte, comunque, se si pensa quanto il commissario tecnico provi addirittura a valutare in anticipo i talenti del futuro - il lancio di Zaniolo è emblematico - il peso che lo stesso attribuisce al presente è determinante. E questo, invece, racconta di un Chiesa ancora inceppato, e di un inizio di stagione nella Fiorentina dettato dal malumore, che fosse quello reale o solamente quello percepito da un ambiente preoccupato della voglia di approdare in bianconero, o meno, della sua stella più lucente, tra quelle nate in casa propria, che si siano viste negli ultimi anni. E allora, con l'obiettivo di guadagnarsi davvero la convocazione azzurra nei prossimi Europei grazie alle sue prestazioni presenti in viola, la ripresa passa inevitabilmente anche da Italia-Armenia, e dal Barbera di Palermo. Parola di ct.