LE CRITICHE, IL GIOCO E UNA STAGIONE SUBITO IN SALITA

27.10.2020 13:15 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca 2020
LE CRITICHE, IL GIOCO E UNA STAGIONE SUBITO IN SALITA

Rocco Commisso punta ancora il dito contro le critiche. Ai microfoni di Radio Rai il presidente anticipa che sul fronte stadio le chance d'intervenire nella zona del Campo di Marte sono in forte diminuzione, ma soprattutto rivendica tutti i suoi sforzi. Gli investimenti sul centro sportivo, oltre a quelli sul mercato, si sovrappongono alla conferma di Iachini che Commisso non vuol sentir più discutere, segno che determinate perplessità sul progetto viola non sono andate giù in casa viola. Tutto sostanzialmente legittimo, tanto più per un proprietario approdato nel calcio italiano soltanto da un anno, al pari però di un calo evidente nel consenso che questa Fiorentina riesce a guadagnarsi. Già, perché al di là di prospettive infrastrutturali che nel caso dello stadio restano sospese in attesa di novità mentre per il centro sportivo servirà comunque attendere un paio d'anni, è quel che oggi la Fiorentina mostra, in campo e fuori, che alimenta più di una perplessità.

In primis è l'identità della squadra, ancora ben lontana dal formarsi, a rendere la maggior parte delle prestazioni quasi indecifrabili, a maggior ragione quando in avvio la Fiorentina riesce a segnare come avvenuto con Spezia e Udinese. Il timore di una rimonta, l'incapacità di tener palla e mettere in cassaforte il risultato sono spie di un carattere collettivo ancora acerbo, un aspetto che invece proprio il mercato estivo, con l'arrivo di elementi d'esperienza, doveva sistemare. Domenica la squadra ha manifestato sostegno al tecnico mettendoci impegno, ma da qui a raccontare di una sfida vinta e ben giocata, anche sotto il profilo tattico, ce ne corre. Non solo, perché la stessa manovra corale sembra spesso risentire di troppi giocatori piazzati fuori ruolo rendendo il gioco dei viola tra i meno divertenti della Serie A se non direttamente il più noioso.

In questo caso le responsabilità chiamano in causa soprattutto Iachini, ma è inevitabile che anche chi lo ha difeso a spada tratta finisca bersagliato di accuse. D'altronde sono poi le risposte fornite dal campo a dar torto alle scelte dell'allenatore. Perchè dopo 5 giornate di campionato Amrabat non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità mentre pure Bonaventura pare appesantito da troppi compiti di copertura, perchè in attacco nessuna delle punte riesce a trovare continuità, perchè la sostituzione di Ribery con Callejon ha allontanato lo spagnolo da quella posizione in cui ha imparato a giocare a occhi chiusi, e perchè non mancano alternative come Duncan che il campo non lo stanno più vedendo. Commisso tira in ballo persino la Juve e quei tre punti a tavolino senza i quali avrebbe gli stessi punti dei viola, ma è tra le pieghe delle prestazioni che va letto analizzato l'avvio di stagione della Fiorentina.

Insomma, in mezzo a una difesa strenua del proprio operato Commisso sembra tralasciare l'aspetto forse più importante: il coinvolgimento che la sua squadra è in grado di offrire a un pubblico che partita dopo partita è sempre più sfiduciato. Perchè contro l'Udinese è sì arrivata una vittoria importante, e con essa tre punti vitali per lasciarsi alle spalle l'unico punto raccolto in mese tra Inter, Sampdoria e Spezia, ma è altrettanto vero che il successo è arrivato attraverso difficoltà di gioco che rischiano di diventare croniche visto che si manifestano da ben prima dell'inizio della stagione.

Alla lunga, critiche a parte, il rischio che una nuova stagione anonima picconi ancora di più un entusiasmo in netta discesa è più che reale che mai.