IACHINI, ROSA OK AL 98% MA NON SI SA MAI. CHIESA? AD OGGI È QUI. IO IN VIOLA PER LAVORARE

18.09.2020 14:18 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: dal nostro inviato Niccolò Santi
IACHINI, ROSA OK AL 98% MA NON SI SA MAI. CHIESA? AD OGGI È QUI. IO IN VIOLA PER LAVORARE

Con la ripartenza della stagione, tornano anche le conferenze stampa di mister Beppe Iachini. Di seguito la diretta testuale di FirenzeViola.it con le parole dell'allenatore viola: "Voglio fare un saluto a tutti e ricordare un amico che è stato tanti anni a fianco della nostra Fiorentina, Alessandro (Rialti, ndr). E' stata una persona dal grande spessore umano e capacità professionale. Un grande abbraccio a lui e alle persone che gli hanno voluto bene".

Quali sono gli obiettivi della stagione?
"Questa ripartenza non è molto diversa da come ci siamo lasciato per la preparazione che non è stata normale, abbiamo dovuto accorciare tante cose. E poi diversi nazionali non ci sono stati. E' arrivato però anche qualche ragazzo che porteremo il più velocemente possibile al livello psicofisico dei compagni, quindi ci avviamo verso una stagione positiva, con delle basi. Abbiamo ancora delle cose da verificare, ma le amichevoli ci hanno lasciato qualche indicazione positiva. Voglio mandare in campo una squadra organizzata, con un calcio di qualità. Abbiamo infoltito un po' di più il centrocampo: avremo bisogno di tutte le energie fresche, un'alta qualità di palleggio e una squadra che sappia andare in campo in modo organizzato. Siamo stati la miglior difesa del campionato, riusciremo a essere qualitativi nella metà campo avversaria. Vogliamo fare un campionato in cui ce la giocheremo con tutti per regalare soddisfazioni a società e tifosi".

Che Fiorentina vorrebbe ritrovare?
"Vogliamo ripartire come abbiamo finito, con una buona media punti e tante vittorie. Però si sa bene che quando si riparte dopo un mese di stop non si sa come possa stare la squadra nell'immediato. Il Torino è un avversario qualitativo, ci vorrà grande concentrazione. Tante piccole cose che in stagioni normali si potevano fare, quest'anno ci sono mancate. Però i ragazzi sanno che dobbiamo partire con il piede giusto, mettendo dentro ciò che abbiamo fatto per migliorarci ancora".

Belotti sarebbe la ciliegina per la Fiorentina?
"Ha esordito con me a diciotto anni, è un pericolo in più per la mia squadra. Però i miei ragazzi hanno delle ottime qualità e sicuramente in futuro faranno parlare di loro in questo senso".

E' soddisfatto della sua squadra o spera ancora nel mercato?
"Intanto sono stato contento di rivedere il presidente dopo sette mesi, sappiamo quanto ci tenga all'ambiente viola. Nello stesso tempo, il gruppo per il 98% è questo e sicuramente andremo con questi ragazzi ad affrontare il campionato, poi ho fiducia nelle parole dei dirigenti e quindi se dovesse capitare qualche situazione interessante sono sicuro che la Fiorentina riuscirà a dire la sua".

E' una Fiorentina Ribery-dipendente?
"Per noi è un ragazzo importante e che stiamo cercando di gestire al meglio. Dobbiamo lavorare in una certa maniera, vista l'età. Sta dando grande disponibilità, però è tutta la squadra che deve essere brava nelle due fasi di gioco ad esaltarlo. Se Franck non dovesse essere al suo top ci mancherebbe sicuramente qualcosa di importante".

Che opinione ha di Marco Giampaolo e del Torino?
"La sua squadra ha sempre un ordinamento ben preciso, dovremo essere bravi noi a far girare la partita sui binari giusti. Gli episodi cambiano le partite: dovremo essere concentrati, soprattutto perché è la prima".

Quale posizione intende prospettare a Chiesa?
"Si parla tanto dei moduli, ma in realtà voglio che la squadra nel corso della partita sia meno prevedibile possibile. Chiesa può fare la fascia così come la punta, deve avere dentro di sé la voglia di migliorare e lavorare per i suoi compagni. Ci aspettiamo il suo contributo importante".

Cosa manca a Castrovilli per essere un vero numero 10?
"Il 10 a Firenze è sempre stato un numero importante, penso ad Antognoni. Gaetano deve fare quello che sa fare, crescendo. Per diventare un giocatore di alto livello deve aggiungere alla sua prestazione i gol: un centr0campista è tale a tutto tondo quando riesce a fare 9/10 gol a stagione. Lo voglio anche più determinato nella scelta finale nel momento in cui si trova a ridosso dell'area avversaria".

Quanto cambia avere o meno Chiesa?
"Io sono abituato a ragionare così: finché indossano la maglia viola devono lottare dal primo all'ultimo minuto per il bene della squadra. Sotto questo aspetto, non c'è un allenamento che mi abbia fatto pensare il contrario su Federico. Io penso possa restare qui, ad oggi non ci sono segnali diversi. Quello che accadrà lo decideranno solo Commisso e il giocatore stesso. Però ad oggi è qui sia fisicamente che con la testa".

Quello offensivo è un reparto segna poco?
"I miei centrocampisti hanno fatto tanti gol, gli esterni pure. Non possiamo appoggiarci ai gol di un giocatore solo perché in un suo momento di crisi poi è un problema. Un allenatore è molto contento anche quando segnano i suoi attaccanti ovviamente, perché sono gli uomini che finalizzano ma mi aspetto da tutti una partecipazione in fase realizzativa".

Quanto può aiutare l'arrivo di Bonaventura e Borja Valero?
"Alzano il tasso di qualità, del palleggio, di finalizzazione. Hanno entrambi nelle loro corde queste caratteristiche. Essendoci tante partite e cinque cambi, c'è bisogno di ruotare. Per me sono tutti titolari. Infatti se in una partita non gioca uno è perché poi può essere importante la volta dopo".

Si sente di sposare la possibile scelta di riaprire gli stadi e di ridurre i tamponi?
"Sui tamponi non mi permetto di mettere bocca, parliamo di un tema delicato. Quanto agli stadi, nessuno di noi vuole giocare a porte chiuse perché è un altro calcio. I tifosi sono troppo importanti, dobbiamo però cercare di trovarli dentro di noi pensando che quando giochiamo lo stadio sia pieno. Ci auguriamo tutti che presto possa tornare davvero ad esserlo".

Quale ruolo interpreterà Amrabat?
"Ne può ricoprire diversi, noi però come dicevo prima cambiamo parecchio la disposizione tattica. Se lo faremo con ancora più automatismo riusciremo ad essere più incisivi. Amrabat può fare anche il centrocampo a due, come a Verona".

Come stanno Pezzella, Biraghi e Pulgar?
"Bisogna fare delle valutazioni con lo staff medico, anche in base al prossimo allenamento. Per quanto riguarda Pulgar, ha vissuto un brutto periodo, il Covid può lasciare degli strascichi importanti ma lo staff medico sta facendo dei controlli a tappeto".

Come ha preso le voci di mercato sui difensori?
"Fanno piacere perché vuol dire che si sono valorizzati. Detto questo mi aspetto ancora più costanza di concentrazione, perché non eravamo brocchi prima ma non siamo scienziati adesso. Dovremo essere perfetti, il lavoro dei difensori diventa fondamentale".

C'è una gerarchia in attacco?
"No, valuterò ogni volta la crescita di questi ragazzi. Ci sono tanti giovani che possono avere una prospettiva giusta, con caratteristiche diverse. Li vedo allo stesso livello di lavoro. Kouamé, Vlahovic e Cutrone li vedo come tre titolari".

Qual è la critica che le ha dato più fastidio?
"Accetto quello che si può pensare. Io sono molto legato da grande affetto alla città. Non ho la bacchetta magica, ho il compito di migliorare sempre di più questa squadra. Abbiamo fatto un bel percorso di lavoro insieme, i voli pindarici non mi piacciono: se c'è un ragazzo che mi lava il vetro al semaforo gli lascio anche cinque euro ma se non ho spiccioli in tasca devo tenere chiuso il finestrino perché ho da portare a casa i punti. La stagione scorsa siamo partiti con delle pressioni ma poi abbiamo finito con la difesa migliore del campionato. Non sono qui a fare l'avvocato difensore, cercherò di lavorare di modo che si possa arrivare più in alto possibile. Organizzazione, lavoro e sacrificio".