ENTRA VLAHOVIC E LA VIOLA SVOLTA: CON DUE PUNTE È UN'ALTRA STORIA

14.01.2021 13:30 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
ENTRA VLAHOVIC E LA VIOLA SVOLTA: CON DUE PUNTE È UN'ALTRA STORIA
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Il giorno dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia per opera dell'Inter maturata al 119' di una partita molto dispendiosa, la Fiorentina riparte a testa alta verso la trasferta di Napoli del weekend dove vorrà sicuramente ottenere un risultato prestigioso, ma soprattutto importante per la sua classifica. La sfida di ieri contro l'attuale seconda forza della Serie A lascia in eredità la consapevolezza di essere una squadra in grado di dare filo da torcere a chiunque e questo deve essere da stimolo per migliorare e crescere sempre di più. All'interno dei 120 minuti si sono vissute comunque due gare differenti: una prima dell'ingresso di Dusan Vlahovic ed una dopo l'inserimento del serbo in uno stato di forma sorprendente.

Al di là della qualità tecnica, della caparbietà e della grinta che il classe 2000 ha aggiunto sul terreno di gioco, il momento in cui Eysseric al 52' gli ha ceduto il posto in campo è stato decisivo perché la Fiorentina ha guadagnato in peso offensivo ed anche Kouame ne ha beneficiato. L'ivoriano, al di là del super gol realizzato con una gran botta da fuori dopo gli sviluppi di una palla inattiva, si è mosso molto meglio di concerto a Vlahovic, mentre nei primi 45 minuti ha faticato a trovare la posizione ed è eclissato dal match a causa della superiore fisicità di Skriniar, Ranocchia e Kolarov. Prandelli è stato molto bravo a capire che un atteggiamento più propositivo ed un assetto più offensivo avrebbero potuto creare delle difficoltà ad Antonio Conte e alla sua squadra. La testimonianza arriva anche dal fatto che l'ex tecnico della Juventus è stato costretto a sostituire Skriniar che aveva a ripetizione atterrato Kouame, era già ammonito ed aveva rischiato (per non dire meritato) l'espulsione. In vista della gara contro il Napoli i viola devono ripartire da qui, dal baricentro alto e dal coraggio nell'affrontare a viso aperto una formazione che sulla carta qualitativamente era superiore a quella a disposizione di Prandelli. Segnali di crescita da parte di un gruppo che finalmente, forse, si è riscoperto coeso ed unito come non mai.