ADDIO NARCISO, PER SEMPRE VOCE DI FIRENZE

25.01.2020 10:00 di Pietro Lazzerini Twitter:    Vedi letture
ADDIO NARCISO, PER SEMPRE VOCE DI FIRENZE

Firenze si è svegliata nel peggior modo possibile, costretta a salutare una delle proprie voci nel mondo, quella del grande Narciso Parigi. Cantante "fiorentino di Campi" come amava definirsi, che dal 1956 ha accompagnato generazioni di tifosi viola all'interno del Franchi ma anche in giro in tutti gli stadi con la sua "Canzone Viola". Il suo spirito gioioso e di uomo del '900, non ha retto alla polmonite che lo ha colpito negli ultimi giorni portandoci via un pezzo di storia gigliata all'età di 92 anni. 

Cantante e attore, la sua voce è stata tra le più amate degli anni '50. Ha partecipato al Festival di Sanremo oltre che a tanti altri Festival internazionali, senza mai scordare le proprie radicatissime e fortissime radici fiorentine. I tifosi viola lo hanno celebrato più volte nel corso della storia, accogliendolo anche in Curva Fiesole dove si sentiva giustamente a casa. "Non esiste città più bella di Firenze - ha dichiarato nell'ultima uscita pubblica a Palazzo Vecchio a novembre del 2018 - La Fiorentina è meravigliosa e mi va bene in tutte le maniere". 

"Garrisca al vento il labaro viola..." sono parole che per sempre riecheggeranno nel "cuore" della Fiorentina. Un grido di battaglia storico, unico, che grazie alla voce preziosa di Narciso Parigi, è diventata un must anche tra le altre tifoserie. Una canzone che lo ha reso eterno, ma che allo stesso tempo è stata resa eterna dalla sua voce. A più riprese qualcuno ha provato a cambiare l'inno, a modificarlo, perfino a sostituirlo, ma i fiorentini si sono sempre ribellati perché nessun canto rappresenta Firenze bene come quell'"Oh Fiorentina" urlato battendo le mani. La voce di Narciso ha accompagnato tutti i momenti di "sconforto e di vittoria" della storia moderna della società viola, compresi i due scudetti. La speranza di tutti è che a breve, quelle note così dolci e così gagliarde allo stesso tempo, possano di nuovo celebrare un grande successo. Ovviamente da dedicare con lo sguardo al cielo anche al suo unico, mitico interprete.