"OCCHI PUNTATI SU..." Adem Ljajic, prove di futuro

"OCCHI PUNTATI SU..." Adem Ljajic, prove di futuroFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca
domenica 2 maggio 2010, 02:46LA NUOVA SERIE A 2012-2013
di Stefano Borgi
fonte www.stefanoborgi.it

Non ci resta che... sperare. Il titolo del famoso film recitava diversamente, lo sappiamo, ma a che servirebbe piangere, a che servirebbe lamentarsi, a che servirebbe imprecare... Contro chi? Contro cosa? Anche contro il Milan abbiamo assistito alla solita partita fotocopia di tutta la stagione della Fiorentina 2009-2010. Buon possesso palla, apprezzabili trame di gioco (e stiamo larghi), l'ormai endemica lentezza, la solita incapacità nel tiro da fuori area. Fino ad arrivare all'immancabile errore individuale (perchè per Kroldrup di errore si tratta) con "rigorino" d'ordinanza che sancisce l'ennesima sconfitta contro una "grande". E' un film già visto, un libro già letto. E allora meglio chiuderlo definitivamente questo libro, fatto di ricordi dove ogni capitolo è un rimpianto, ogni paragrafo un'occasione perduta, un'ingiustizia subita. Meglio aprirne un altro che (ce lo auguriamo) raccoglierà e racconterà le prodezze dei giovani viola, delle pianticelle di Corvino, delle speranze sempre verdi che abbelliranno il prato del Franchi. Ieri al "Meazza" è sceso in campo un 88' come Lorenzo De Silvestri (è vero, Ronaldinho lo ha fatto impazzire ma imparerà, eccome se imparerà). C'era un 89' come Stevan Jovetic (gli manca ancora qualcosa, gli manca il guizzo, quando parte sembra sul punto di fare sfracelli poi...ma anche per lui è solo questione di tempo). In panchina c'erano un altro 88' come Keirrison (non è nostro ma tant'è...) ed un 92' come Federico Carraro. In tribuna un 93' come El Khouma Babacar. Ma sopratutto dal 59' c'era un 91' come Adem Ljajic. Ecco, proprio di lui vogliamo parlare.

Dobbiamo stare attenti perchè in certi momenti di magra anche un fiocco di neve può diventare una valanga, però il giovane serbo ha qualcosa in più, ha qualcosa che non passa inosservato nemmeno agli occhi dei più distratti. Iniziamo col dire che corre bene. Qualcuno obietterà che non è importante come uno corre, ma dove uno corre, in quale direzione, con quale intenzione. Tutto vero, tutto giusto, ma nella patria di Antognoni, noi che abbiamo anche ammirato gente come Cruyff e Van Basten, permetteteci di dire che correre bene è importantissimo. Ljajic ha una corsa armonica, fluida, non disperde inutilmente energie, è composto nell'approccio al pallone, insomma...gioca naturale e non è poco. Adem Ljajic ha personalità: basti vedere chi batte le punizioni ed i calci d'angolo quando il serbo è in campo. E' lo spogliatoio che ti responsabilizza, sono i compagni che ti eleggono un leader e Adem è sulla strada giusta. Ljajic è duttile tatticamente ed allo stesso tempo disciplinato. E' innegabile che l'anno prossimo la Fiorentina cambierà pelle, cambierà modulo di gioco, cambierà identità. Vargas verrà ceduto e la rinuncia agli esterni nasce proprio dalla sua assenza. Si tornerà ad un centrocampo a tre, verrà limitato l'utilizzo degli esterni, si ricomincerà a giocare centralmente come succedeva nel 4-3-3 piuttosto che nel 4-3-2-1. La chiave è Bolatti che non può giocare in un centrocampo a due, percui si rende necessaria una linea di due rifinitori o punte aggiunte che assistano ed aiutino la punta più avanzata. Ecco, quindi, l'importanza di Adem Ljajic che è sì destro naturale, ma può partire a sinistra per portarsi al tiro col piede migliore, come può giocare a destra per sfruttare lo spunto sul breve e crossare nel mezzo. Più o meno come fa il Bayern che costruisce gioco su Ribery e Robben che partono larghi, si accentrano e formano una linea offensiva a tre finalizzata dal centravanti Klose. Ljajic potrebbe giocare anche vertice alto di un rombo che vedrebbe ancora Bolatti vertice basso, Montolivo e Marchionni centrocampisti esterni con Jovetic e Gilardino di punta.

Insomma tante soluzioni, tutte condite da una tecnica individuale evidente da parte del giovane serbo, da una sfrontatezza figlia dei suoi vent'anni, da una voglia di mettersi in mostra che non può che far piacere a Cesare Prandelli. Prove di futuro abbiamo titolato, perchè da oggi, con la Fiorentina matematicamente fuori dall'Europa, si può finalmente cominciare a sfogliare quel famoso libro che parla di un luminoso domani, dimenticando il grigio presente.