UNA NOTTE FANTASTICA PER IL FUTURO. FIORENTINA RIPARTI DA QUESTO TRIONFO. COREOGRAFIA DA URLO PER UN AMORE INFINITO. CHIESA SIMBOLO DI UN PENSIERO: MOLLARE MAI. COMPLIMENTI PANTALEO: 500 DA RICORDARE

16.01.2017 00:43 di  Mario Tenerani   vedi letture
UNA NOTTE FANTASTICA PER IL FUTURO. FIORENTINA RIPARTI DA QUESTO TRIONFO. COREOGRAFIA DA URLO PER UN AMORE INFINITO. CHIESA SIMBOLO DI UN PENSIERO: MOLLARE MAI. COMPLIMENTI PANTALEO: 500 DA RICORDARE
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Una notte che si aspettavano in pochi, ma che sognavano tutti. Notte fantastica nel suo prologo ad alto contenuto emotivo e poi nell’epilogo più bello che potesse materializzarsi: trionfo contro la nemica di sempre. Juve cannibale, sempre vincente, reduci da 5 successi consecutivi, non perdeva dal 27 novembre a Marassi (3-1). Un risultato così vale tanto, tantissimo, di più. Conquistato attraverso la partita perfetta, altrimenti la Juve non l’avresti piegata. Sousa è stato bravissimo nel metterla così in campo: riaggiustando il centrocampo con un uomo in più e dando la fiducia ad un terzino anomalo, adattato, ma molto efficace, Carlos Sanchez. Non solo: i giocatori stavolta non hanno mollato di un centimetro, la Fiorentina è stata dentro la partita ed è rimasta aggrappata con gli artigli nel momento in cui avrebbe potuto perdersi. Altre volte, spesso, questo non era accaduto. Magari la grande domanda è: perché questa squadra non ha giocato così contro Genoa, Crotone e Bologna, tanto per restare alle prime che vengono in mente? Mentre con Milan e Napoli ha confezionato due pareggi che meritavano di più e con la Roma ha addirittura vinto. Ecco, la vittoria sulla Juve dovrebbe essere sfruttata in questa direzione: una sorta di detonatore per dare un senso diverso al 2017 rispetto all’anno lasciato alle spalle. Fermare la Juve deve essere un trampolino, non soltanto un attimo di gloria. 

Del Piero a Pitti Uomo aveva definito questa sfida eterna come un vero e proprio derby: considerando gli juventini presenti in Toscana e nei dintorni di Firenze, non si può proprio dargli torto. Ecco, lo spirito della partita di ieri sera dimostrato dai viola è stato veramente da derby. Il simbolo è Chiesa: non tanto per la sua partita formidabile, e ormai non è più una novità - ha rinnovato da due giorni il contratto - quanto per l’energia che il ragazzo ha profuso nel confronto. E come lui gli altri. Raffiche di energia nella gara, aggressività, soprattutto convinzione di potercela fare. Chiesa è portatore sano di un concetto: mollare mai. Poi Kalinic: nono gol in campionato nel suo momento più delicato, nella centrifuga delle voci cinesi e di un’offerta ancora non arrivata, ma che potrebbe essere dietro l’angolo. Il croato ha dimostrato di essere impermeabile ai rumors di mercato, non è poco. 

Dicevamo del prologo: la Fiesole ha una galleria di coreografia, degna di entrare in un museo e sarebbe bello se un giorno ciò avvenisse. Anche questa è una forma di arte, nella città del genio la curva del tifo viola non poteva essere da meno. Ma quella realizzata ieri sera per mille ragioni ci ha fatto emozionare ancora di più e inumidire gli occhi perché Giancarlo Antognoni è proprio una storia a parte. Bellissima anche la fotografia immensa calata in mezzo allo sventolare delle bandierine di unico 10. E’ stato il miglior titolo di un amore infinito che ogni volta rinasce come fosse la prima. Il Capitano in tribuna, adesso finalmente tornato nella dirigenza, se l’è goduta ripensando che quel giorno fece bene a rispedire al mittente le proposte di Juventus, Roma e altre pretendenti. L’amore di Firenze vale molti scudetti e tanto di più. Per inciso il ritorno di Antognoni ha avuto un impatto taumaturgico: passaggio del turno in Coppa Italia con un po’ di fortuna e vittoria sulla Juve che mancava dal 20 ottobre 2013, il giorno della remuntada di fama mondiale. Complimenti a Corvino: ha tagliato il traguardo delle 500 partite in serie A nel miglior modo possibile, battendo la Juve a Firenze, impresa mai riuscitagli prima. Firenze si è addormentata con le note di un trionfo e nel cappuccino stamani troverà la felicità di aver vinto il proprio derby sconfiggendo chi non perde mai. Quasi.