A MILANO UN OBBLIGATO RINVIO DEL SALTO DI QUALITÀ, ITALIANO CHIEDE DI PIÙ AI SUOI MA DEVE CAMBIARE QUALCOSA PRIMA CHE APRA IL MERCATO. A GENNAIO OCCHI SU TERZINI ED ESTERNI

28.11.2023 11:10 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
A MILANO UN OBBLIGATO RINVIO DEL SALTO DI QUALITÀ, ITALIANO CHIEDE DI PIÙ AI SUOI MA  DEVE CAMBIARE QUALCOSA PRIMA CHE APRA IL MERCATO.  A GENNAIO OCCHI SU TERZINI ED ESTERNI

Forti ma non fortissimi, definizione arrivata sabato sera dopo la sconfitta con il Milan, sottoscritta dal tecnico e per questo ancor più meritevole di piena considerazione. Un riferimento di cui tener conto quando però c’è ancora più di un mese al via al mercato invernale, nonché l’ammissione di un obbligato rinvio del tanto atteso salto di qualità. E d’altronde sempre e comunque di qualità si torna a parlare, che sia l’allenatore in primis a reclamarne di più dai suoi o che l’analisi si limiti alla rosa assemblata in estate.

Eppure nella flessione evidente delle ultime settimane (4 sconfitte nelle ultime 5 gare, 2 gol fatti a fronte di 6 subiti con i soli Bonaventura e Nico capaci di mettere insieme 11 delle 20 reti complessive, oltre il 55%) si ravvedono più o meno le stesse difficoltà di un ultimo anno in cui la Fiorentina era riuscita a sopperire a molte mancanze offensive, con la differenza di una prevedibilità di gioco e manovra che, come contro la Juventus, anche contro il Milan si sta rivelando fatale. Insomma oggi come oggi sembra che affrontare la Fiorentina non sia poi così complicato, praticamente per nessuno.

E’ perciò tra le pieghe dei novanta minuti di San Siro che s’inseriscono i motivi di cambiamento da individuare, che si tratti di un intervento sul mercato degli attaccanti (anche se ad oggi l’indirizzo è più sulle corsie esterne) o di una rivisitazione tattica cui è necessariamente chiamato il tecnico. Fosse solo perchè da qui al via ufficiale al mercato invernale non mancheranno gare importanti. Anche nel match perso contro la squadra di Pioli, per esempio, la lettura dei cambi ruolo per ruolo non è bastata a raddrizzare il risultato, quanto alle caratteristiche delle punte a disposizione la sensazione che il gioco non li favorisca si fa gara dopo gara sempre più realistica.

Cambio di modulo o di semplice interpretazione in campo poco cambia, quel che conterebbe più vedere sarebbe una manovra collettiva diversa, e magari dinamiche offensive in grado d’innescare diversamente sia Beltran che Nzola. Mentre Italiano non lesina richiami nei confronti di entrambi, certificando però anche il perdurare di un’apnea da gol rimasta irrisolta da quasi 2 anni per l’addio a Vlahovic, resta da capire come e quanto sfruttare le potenzialità dei calciatori attualmente a disposizione, perché poi a prescindere dagli obiettivi di mercato le trattative potranno essere chiuse solo tra poco più di un mese.

Ma mentre da tecnico e squadra è lecito attendersi una pronta reazione tra la gara di giovedì in Conference e quella di domenica con la Salernitana anche la società dovrà raccogliere i messaggi arrivati nelle ultime partite. Archiviate le voci su un difensore difficilmente raggiungibile all’interno del duo Theate-Kiwior le ultime attenzioni riguarderebbero un esterno (con conseguente uscita di uno dei vari Ikonè, Sottil, Brekalo o Kouamè) mentre con Pierozzi che potrebbe finire in prestito anche alla luce delle ultime esclusioni, resta la pista del terzino destro da tenere di conto con un profilo come Zanoli da non scartare.