URLA NEL SILENZIO

09.07.2020 00:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
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URLA NEL SILENZIO

C’è veramente poco da salvare nello scialbo 0-0 andato in scena al Franchi tra Fiorentina e Cagliari. Forse soltanto il punticino raggranellato dai viola al termine di una gara a tratti sonnolenta e che rispecchia il momento compassato che tutto il gruppo di Iachini sta vivendo da quando è ripreso il campionato. La B, per adesso, resta lontana così come lontano anni luce rimane il feeling con il gol per Vlahovic e compagni, anche oggi in grado di impensierire solo con azioni estemporanee gli avversari: è clamoroso ma non soltanto l’ultima vittoria al Franchi manca dal 12 gennaio contro la Spal ma l’ultima rete segnata su azione dai viola nel proprio stadio (se si eccettua quella di Cutrone con il Sassuolo) è stata quella di Chiesa contro l’Atalanta l’8 febbraio. Un’era fa, quando la parola Covid sembrava il nome di un discount. 

Già, Chiesa. Quello attorno al numero 25 è ormai diventato un caso: l’esterno viola non riesce a trovare continuità, ha commesso pronti-via un fallo pesante che gli è costato il giallo e ha proseguito la sua partita giocando (come suo solito) a testa bassa, prendendosi anche i rimproveri di Ribery. Un giocatore così avulso dal gioco viola (se di gioco per questa squadra si può parlare) difficilmente tra un mese potrà valere i 60 milioni che da tempo reclama Rocco Commisso. E poi c’è FR7, l’unico giocatore che prova a macinare qualità nonostante due giorni fa sia stato costretto a convivere forse con lo shock più grande della sua vita. Il suo nervosismo in ogni caso è trasparito, specie quando se l’è presa con i compagni dopo un paio di azioni di sfondamento nel Cagliari a inizio ripresa (le sue urla nel silenzio si sono percepite benissimo e qualcuno ha interpretato che alcune indicazioni piuttosto vigorose fossero rivolte persino alla panchina).

L’unica nota lieta è certamente Christian Kouame: l’ex Genoa (a proposito, menomale il Grifone ha perso…) ha fatto il suo esordio in maglia viola dopo sei mesi terribili tra infortunio e recupero e lockdown e nella manciata di minuti che Iachini gli ha concesso l’ivoriano ha fatto già intravedere qualcosa di interessante, con un colpo di testa che per poco non beffava Cragno. Per il resto poco, pochissimo da raccontare. Da sperare, semmai, è che presto (anzi, prestissimo) arrivino tempi migliori.