UN RAGIONEVOLE DUBBIO

09.12.2019 10:00 di  Tommaso Bonan   vedi letture
UN RAGIONEVOLE DUBBIO
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Stavolta, ancora di più, il day after è di quelli difficili da digerire. Inevitabilmente, il pensiero va a quello che (non) è stato, salvo poi virare su quello che sarà. A Torino, contro i granata, la quarta sconfitta consecutiva in campionato. E adesso? L'Inter, la Roma, poi chissà... Quando le domande, i dubbi, pareggiano o cominciano a superare le certezze, forse è il caso di fermarsi più di un secondo a riflettere.

Che la vittoria in Coppa Italia contro il pur volenteroso Cittadella non fosse la panacea di tutti i mali, era cosa risaputa. Da tenere bene in conto. Che la Fiorentina non dovesse avere particolari aspirazioni, in questa stagione, era stato ripetuto a più riprese da chi di dovere. Detto questo, doverose premesse, appare evidente come qualcosa si sia rotto. Lo dice la classifica, lo dicono i numeri, lo dice l'atteggiamento della squadra. Il tutto, questa la cosa più grave, indipendentemente da chi scenda in campo. 

La Fiorentina ha perso le ultime quattro partite di campionato, un dato di fatto: non si registrava una striscia così lunga di sconfitte consecutive da aprile-maggio (cinque in quel caso). Sfortuna? Va bene. Può capitare in un processo di crescita strutturato nel tempo come quello viola? Va bene anche questo. Ma giusto per restare ai meri dati statistici, tanto per ampliare la veduta, i 16 punti conquistati nelle prime 15 partite di questo campionato rappresentano il peggior avvio di stagione degli anni 2000 (peggio solo nel 2001/02). Insomma, pure con le dovute premesse di cui sopra, la sensazione che qualcosa non stia andando per il verso giusto cresce. Mercato, allenatore, sfortuna. Qualunque sia la causa (solo una, due o un mix delle tre), le prossime mosse - o correzioni se preferiamo - dovranno essere prese con la massima sicurezza. 

Valutando tutto, dal rendimento dei giocatori a quello di chi ha il compito di guidarli. Per far sì che non si ripeta, ad esempio, quanto successo a Torino. E non solo per il risultato, bensì per l'approccio e l'atteggiamento collettivo: la Fiorentina ha trovato il primo tiro nello specchio al minuto 60 (solo contro il Parma aveva fatto peggio), un dato ingiustificabile. Così come ingiustificabile (LEGGI QUI) è la reazione tardiva di un gruppo che, da oggi in poi, è chiamato ad un repentino cambio di rotta onde evitare che "l'anno di transizione" si trasformi in un anno buttato via.