RIMONTA, PANCHINA E MODULO: I TRE MOTIVI DI ITALIANO PER SORRIDERE

01.12.2023 13:00 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
RIMONTA, PANCHINA E MODULO: I TRE MOTIVI DI ITALIANO PER SORRIDERE
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© foto di Federico De Luca 2023 @fdlcom

In rimonta, con l’apporto della panchina e grazie al varo di un nuovo modulo che ha dato subito i primi frutti. Il successo ottenuto ieri sera contro il Genk ha portato in dote solo notizie positive alla Fiorentina e in particolar modo a Vincenzo Italiano, che oltre ad aver centrato con un turno d’anticipo la qualificazione alla fase a eliminazione diretta della Conference League (era accaduto anche lo scorso anno ma adesso i viola sono padroni del proprio destino per poter arrivare addirittura primi nel girone) ha visto premiati in una sola notte gli sforzi prodotti nel corso della settimana al Viola Park.

CHE RIMONTA. La soddisfazione maggiore, in primo luogo, è forse la vittoria conquistata partendo da situazione di svantaggio, qualcosa che nell’era Italiano si era vista prima di ieri soltanto sei volte in quarantotto gare in cui la Fiorentina era passata sotto nel punteggio per prima (su 124 gare col tecnico siciliano in panchina dal 2021 a oggi) . In questa stagione era già accaduto nel 3-2 ottenuto al Franchi contro l’Atalanta, gara dalla quale è poi partita una super rimonta in campionato che ha portato Biraghi e soci alle soglie della zona Champions. La speranza è che il 2-1 di ieri abbia lo stesso effetto taumaturgico a cominciare dal delicato match di domenica contro la Salernitana.

SUPER IMPATTO. C’è poi l’apporto che nel corso della gara di ieri hanno saputo dare i giocatori che sono subentrati dalla panchina e in particolare quello di Michael Kayode: l’impatto del terzino sulla partita è stato devastante, con il 100% dei passaggi portati a termine (e a buon fine) dal 2004 e il decisivo rigore conquistato ai titoli di coda della partita. Ma anche Arthur e la sua classe, Milenkovic con la sua tempra e Beltran grazie al guizzo che ha permesso a “Kayo” di ottenere il penalty hanno fatto la loro parte. Niente di più gratificante per ogni allenatore.

NUOVE IDEE. C’è poi tutto il filone legato al modulo, il nuovo 4-4-2 (o 4-2-4) varato da Italiano nel corso della ripresa che si è subito rivelato efficace: sfruttando l’assenza di Bonaventura (che con un assetto così sarebbe forse stato un pesce fuori d’acqua) ma anche la mancanza di mediani d’interdizione, il tecnico si è affidato a una sapiente doppia regia demandata a Lopez ed Arthur che ha portato quantità e qualità allo stesso tempo. Il cambio tattico ha subito giovato anche a Beltran, che proposto al fianco di Kouame è subito risultato decisivo nella palla in profondità che - finalmente smarcato - ha portato al rigore del 2-1 su Kayode.