COMMISSO: "NESSUNO HA INVESTITO COME ME AL PRIMO ANNO. C. SPORTIVO? CON ALTRI STOP PRONTO A RINUNCIARE"

03.08.2020 16:06 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
COMMISSO: "NESSUNO HA INVESTITO COME ME AL PRIMO ANNO. C. SPORTIVO? CON ALTRI STOP PRONTO A RINUNCIARE"

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, all'indomani della conclusione del campionato che ha visto la sua squadra finire al 10° posto con 49 punti, ha effettuato una conferenza stampa virtuale presso i canali social del club viola per trattare di tutti i temi più importanti. Ecco le sue parole:

Sulla stagione appena conclusa: "Fin dal primo giorno a Firenze abbiamo avuto una grande accoglienza. Abbiamo istituito anche l'iniziativa "Forza e Cuore" con cui abbiamo aiutato gli ospedali di Firenze ma anche la mia città, Marina di Gioiosa Jonica. Nelle ultime partite abbiamo fatto bene e abbiamo raggiunto la posizione che ci compete, anche se abbiamo rischiato".

Sulla sorpresa più grande della stagione: "Il calore della tifoseria era una cosa che non comprendevo prima di venire qui. Non capivo che importanza rivestisse la Fiorentina per Firenze. Abbiamo fatto in fretta l'acquisizione della squadra se si pensa a quanti mesi sono durate le trattative per altri club. Da un punto di vista negativo abbiamo visto che i ricavi del club sono scesi molto mentre i costi del calcio e dei giocatori sono raddoppiati. Rispetto a 10 anni fa abbiamo fatto passi indietro. Adesso dobbiamo fare un grande lavoro perché ci sono ancora tanti giocatori da cedere, per ridurre il costo degli ingaggi: ci sono 40 giocatori da piazzare ancora. Il management è stato tutto cambiato, c'è stata una rivoluzione e ora stiamo andando avanti".

Se rifarebbe le stesse dichiarazioni dopo Juventus-Fiorentina: "Sì, le farei ancora. Magari non urlandole, ma parlando più piano (ride, ndr). Nello spogliatoio ho visto giocatori depressi e arrabbiati, tipo Dragowski, e allora come facevo 50 anni fa quando ero capitano della mia squadra mi sono sentito in dovere di prendere le difese del gruppo. Gli arbitraggi non sono iniziati nel modo migliore per noi, basti pensare al tuffo di Mertens alla 1a giornata col Napoli. Poi alcuni giocatori sono stati picchiati senza essere sanzionati: si pensi a Ribery, Pezzella e altri. La legge degli arbitri deve essere uguale per tutti. A mentre fredda manderò alcune raccomandazioni a Gravina e Nicchi su come gestire l'arbitraggio in Italia".

Se è più difficile gestire la Mediacom o la Fiorentina: "Tra quattro giorni pubblicheremo i risultati del secondo trimestre di Mediacom: sarà il 94° trimestre consecutivo in aumento per noi, sono risultati buonissimi per noi al netto di una situazione economica tremenda. Dopo 25 anni, la Mediacom posso dire che sia come un orologio svizzero: è facile ricevere risultati con la mia azienda, che è ritenuta come una delle migliori società in America. Io sto spendendo il 95-97% del mio tempo per la Fiorentina, che ha 100 milioni di ricavi al momento. Spero che in futuro di poter andare in vancanza, come tutti fanno in Italia".

Sul rapporto con Montella e Iachini in questa stagione: "Io ho la predisposizione di tenere le persone e di non mandarle via. Non voglio rovinare la carriera a nessuno. In Serie A spesso di cambia allenatore: quando sono venuto ho incontrato Montella con Barone con l'obiettivo di iniziare "fast fast fast" la nuova annata. Gli ho voluto dare l'opportunità richiamando anche Pradè per cominciare il nostro primo anno: poi è successo quello che è successo... a dicembre avevamo 17 punti e una media pericolosa. Si vedeva che Montella era reduce da 5 partite negative, specie quella in casa con la Roma. Abbiamo deciso di cambiare allenatore e dei tre nomi che mi sono stati fatti ho scelto Iachini, per fortuna ho scelto lui perché le cose sono andate benissimo. Parliamo di Iachini ora: Beppe ha avuto un rendimento eccellente, sia sulla difesa che in altri settori. Quando un professionista ottiene tutti i risultati chiesi, è giusto tenerlo: non capisco davvero chi lo critica. Ho visto i sondaggi dei tifosi che per il 45% non vogliono più Iachini".

Sugli obiettivi per il prossimo campionato: "Voglio essere la prima squadra al mondo (ride, ndr). Noi abbiamo studiato rigorosamente cosa hanno fatto gli altri presidenti il primo e il secondo anno. L'Atalanta il primo anno di Percassi era in B, negli anni successivi è stata tra il 13-17° posto. Ci sono voluti sei anni per arrivare al 4° posto. Lo stesso discorso vale per il Bologna di Saputo e io al primo anno ho già fatto meglio di queste due società. Ma parliamo anche della Lazio: il primo anno Lotito ha portato la squadra al 10° posto al primo anno, idem De Laurentiis con il Napoli che è partito dalla C ed è arrivato dopo in alto. Potrei continuare, citando anche il Torino di Cairo o la Fiorentina dei Della Valle che hanno comprato il club a 0 e al primo anno di A si sono salvati all'ultima giornata con 42 punti. La nostra è tata un'annata strana, abbiamo avuto tanti casi di coronavirus. Nessuna nuova proprietà ha fatto nel primo anno i risultati di Rocco".

Ancora sugli obiettivi: "Io non ho i ricavi di Juve, Milan, Inter, Lazio e Atalanta: è difficoltoso arrivare a certi livelli. L'Inter ha avuto 400milioni di euro di ricavi. Noi ne abbiamo meno di 100. Abbiamo scelto di investire i nostri soldi sulle strutture, sullo stadio e sul centro sportivo e per rinforzare la squadra a gennaio. Fino ad oggi abbiamo speso 200 milioni "cash" più ora dobbiamo pagare i soldi dei giocatori presi a gennaio, ovvero 70-80 milioni, più il centro sportivo che costerà 270-280 milioni. Sono tantissimi soldi, nessun investitore straniero in Italia ha portato questi soldi al primo anno. Voglio fare di più: voglio sempre fare meglio e, un domani, vincere. So che è difficile arrivare subito nei primissimi posti perché questo è uno sport molto competitivo. Io per l'anno prossimo voglio stare nel lato sinistro della classifica e poi di fare meglio. Ognuno poi spera di fare meglio, dal 9° posto in su".

Sui tanti nomi di mercato: "Su questo non dico nulla: non ho parlato di questi temi con i direttori e con Iachini. Le cose che dirò, non le rivelerò pubblicamente. Se io voglio X e poi il prezzo di X raddoppia allora non va bene. Io sono trasparente ma non stupido".

Su Federico Chiesa: "Non ho mai criticato Federico, gli voglio un bene immenso. E' un ragazzo in gamba. La cosa migliore da fare un anno fa era tenerlo secondo me, per mettere il primo piede giusto appena arrivato a Firenze. Come ho detto, se lui vuole andare via può andare ammesso che ci arrivino i soldi giusti. Adesso parleremo col ragazzo e sentiremo cosa ci dirà lui".

Su Sofyan Amrabat: "Il suo arrivo è frutto di una mia indicazione: è stato l'unico giocatore per il quale ho detto: "Andate a prenderlo perché lo voglio", gli altri sono frutto del lavoro di Barone e Pradè. Nel mercato abbiamo fatto alcuni sbagli, tipo Pedro, ma sono state fatte anche buone cose".

Sulla maglia numero 10 a Castrovilli: "Se la deve meritare perché è una casacca con grande storia. Non devo decidere io però questa cosa, deve decidere Joe assieme a Iachini. Se si decide che spetti a lui, è bene che la prenda".

Sul bilancio del suo primo anno in viola: "A livello finanziario non è stato un buon anno. Rispetto ad un anno fa, le cose non sono migliorate ma per fortuna i fiorentini e i tifosi possono sperare che non ci siano risvolti negativi sulle capacità finanziarie della Fiorentina. Qualche stupido ha continuato a dire che "non ci sono problemi coi soldi", lo voglio ribadire: in Italia sono tutti intelligenti, altri pensano di essere furbi".

Se entrerà in società un nuovo dirigente: "Vediamo, non è detto. Ci sono persone della Mediacom che magari non si vedono ma che mi aiutano molto e sono persone che lavorano con me da 15 anni. Gli altri dirigenti li conosco da appena un anno".

Sul lavoro di Barone in Lega: "Avevo sperato di fare una sede della Lega a New York e non è stata fatta, mentre le altre leghe europee ce l'hanno. Poi c'è stata la pandemia e le cose sono cambiate. Le cose, però, devono essere uguali per tutte e mi riferisco in particolare agli arbitraggi. Tra poche settimane diremo la nostra. E poi è inaccettabile che l'Italia sia l'ultimo stato a livello di qualità di stadi: alcuni dicono che sono venuto in Italia per fare soldi con le infrastrutture. Non è vero: io voglio restituire qualcosa a Firenze, voglio far qualcosa di bello da lasciare alla città".

Sulla situazione legata al centro sportivo di Bagno a Ripoli: "Io ho fatto una mezza battuta su Pessina le cui parole mi sembrano incoraggianti. Speriamo che ora non ci siano altri problemi, che non venga distrutto il progetto se vengono trovate delle cose. E' incredibile che dopo un anno di progetto ci venga chiesto di non fare certi edifici. Spero che con la battuta di "non andare in vacanza" non si venga meno alla promessa che entro settembre inizierà l'inter. Se i costi non sono giusti e se i tempi non mi vanno bene, io sono pronto a non fare più l'investimento sul centro sportivo, un  po' come ho fatto per la Mercafir. Io sono una persona pratica e so negoziare, quando le cose sono fatte nel modo giusto o meno. Gli altri facciano il loro lavoro che io faccio il mio. Spero che i tifosi capiscano questo aspetto".

Sulla questione stadio tra Campi Bisenzio e il Franchi: "So che c'è molto fermento a Roma, con le proposte del PD e di Renzi: adesso vediamo dove si va a parare, poi prenderò una decisione. Per me è tutto nuovo. In Italia ci vuole troppo tempo per arrivare agli obiettivi finali. La Sovrintendenza dovrebbe avere un ruolo molto molto limitato sugli stadi, pari forse a zero. E poi le leggi devono essere uguali per tutti: non è possibile che a Firenze si dica una cosa, a Bergamo e a Milano un'altra. Non so cosa succederà ma spero che chi lavora nella politica aiuti chi vuole fare gli investimenti".

Chiusura sul calcio femminile: "Saluto tutte le calciatrici, che sono a Montecatini. Il mio obiettivo è sempre stato quello di far allenare maschi, femmine e giovani nello stesso posto con il nuovo centro sportivo".

Su quando pensa di poter tornare in Italia: "Mi mancano tanto i tifosi, mio figlio Joseph, i dirigenti della Fiorentina e i ragazzi che giocano: la situazione però è complicata. Se devo venire in Italia, poi non so se posso tornare in America. Spero di tornare a Firenze a settembre, non penso che ad agosto ce la farò. Mi mancate tutti. Forse non mi mancano quelli che mi criticano dicendo stupidaggini... ma la maggior parte dei tifosi hanno capito che qui si fa sul serio, che vogliamo fare investimenti seri".