CHIESA, IL GIALLO E LA MULTA: IL PREGIUDIZIO COLPISCE ANCORA

22.10.2019 19:30 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
CHIESA, IL GIALLO E LA MULTA: IL PREGIUDIZIO COLPISCE ANCORA

Non si placano le polemiche attorno a Federico Chiesa: l'attaccante della Fiorentina, ieri caduto in area nel corso del secondo tempo del match contro il Brescia e ammonito dall'arbitro Calvarese per una presunta simulazione, nella giornata di oggi è stato anche sanzionato con una multa da parte del giudice sportivo pari a 2.000 euro. Nulla di nuovo, nessuna clamorosa aggravante: il codice di giustizia sportiva prevede esattamente questo per chi simula in area (già in passato questo provvedimento è stato adottato) eppure a meno di 24 ore dallo 0-0 del Rigamonti resta il forte dubbio che la decisione da parte del direttore di gara nella partita di ieri sia stata figlia più di pregiudizi sul giocatore che di una reale scorrettezza di Chiesa. Sia le immagini televisive che il colpo d'occhio dalle tribune dello stadio non chiariscono, del resto, quella che è stata la reale dinamica dell'intervento del difensore del Brescia sul numero 25. Che peraltro, dopo la caduta (dovuta con ogni probabilità ad uno scivolone sul campo bagnato), non ha protestato chiedendo il rigore ma ha badato piuttosto a rialzarsi, ignaro che su di lui sarebbe presto piombata la mannaia arbitrale.

Dalla Fiorentina, tutto tace: il club viola - incassata la sanzione del signor Mastrandrea - ha preferito non commentare né ufficialmente né ufficiosamente la decisione del giudice sportivo, scegliendo di tenere un profilo basso (opzione già sperimentata alla prima di campionato dopo il clamoroso tuffo di Mertens in area viola, che nonostante tre arbitri in campo più due davanti al Var si era per magia tramutato in calcio di rigore a favore del Napoli). La sensazione tuttavia, sia in seno alla società che tra i tifosi della Fiorentina, è che tanto delle recenti decisioni prese in campo arbitrale su Federico Chiesa (ieri uscito con fare risentito in virtù del giallo) risenta ancora delle speculazioni nate sulla scia delle frasi di Gian Piero Gasperini, che circa un anno fa bollò il talento viola come un simulatore dopo il 2-0 patito dall'Atalanta al Franchi, gara che fu sbloccata da un calcio di rigore guadagnato proprio dal classe '97. Per non parlare delle frasi shock del presidente della Spal Walter Mattioli che lo scorso febbraio definì Chiesa un giocatore "poco serio" e "tuffatore" (salvo poi fare retromarcia poche ore dopo, chiedendo scusa all'attaccante in mondovisione). Il pregiudizio sul fuoriclasse viola, dunque, sembra colpire ancora.